Ignote le cause del gesto, due testi raccontano. "Un uomo armato di mitra ha fatto irruzione"

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Le comunicazioni parziali della Polizia ai media
Le comunicazioni parziali della Polizia ai media

Sparatoria a Indianapolis: diversi morti, forse cinque, in un magazzino della FedEx nei pressi dell’aeroporto cittadino. Ci sarebbero dunque diverse vittime, fra cui lo stesso autore della sparatoria che, secondo le prime frammentarie notizie che giungono dai media locali, si sarebbe tolto la vita. È solo l’ennesimo episodio di una lunga scia di eventi di sangue legati all’uso delle armi negli Usa. A raccontare le dinamiche dell’ennesima tragedia della violenza due testimoni oculari molto vicini ai luoghi chiave del dramma, due impiegati del centro di smistamento intervistati subito dopo che avevano resto testimonianza alla polizia.

Sparatoria a Indianapolis: almeno 5 morti

Il quotidiano Indianapolis Star riporta la notizia ufficiale per cui l’attentatore, le cause del cui gesto sono ignote, si sarebbe suicidato. Sta di fatto che la ricostruzione sommaria dei fatti è agghiacciante: poco dopo le 23 locali, all’incirca le cinque e trenta del mattino in Italia, la centrale di polizia di Indianapolis avrebbe risposto a una telefonata. Quella comunicazione dava l’allarme su una sparatoria in corso nel centro logistico FedEx che si trova vicino all’aeroporto internazionale della capitale dello stato dell’Indiana. Un uomo era entrato nell’aera e con un’arma automatica a canna lunga, quindi un mitra, stava facendo fuoco su chiunque gli si parasse davanti, o forse su obiettivi predefiniti. Sul posto sono giunte diverse pattuglie esattamente mentre la sparatoria era ancora in corso.

Bilancio parziale e via vai di ambulanze

Il tempo di prendere posizione che i colpi sono cessati, purtroppo non in tempo per impedire che ci fossero vittime. Vittime il cui bilancio è al momentoparziale, sia in termini di morti che di feriti, ma implacabilmente segnato dal dato che qualcuno è morto. I lanci delle agenzie danno cinque vittime totali. La logistica d’emergenza si è messa subito in moto: c’è stato un via vai di ambulanze verso gli ospedali della città ed in un hotel adiacente l’aeroporto è stato allestito un centro di accoglienza per i familiari delle persone che non risultano raggiungibili. Nel centro di smistamento di FedEx a Indianapolis, il secondo “hub” più grande del gruppo, lavorano oltre 4.500 persone. Purtroppo, dopo le scuole e i centri di marketing, gli hub di stoccaggio merci sono i teatri privilegiati di queste esplosioni di violenza. Forse perché sono luoghi di lavoro dove maturano ed esplodono secondo una logica perversa insoddisfazioni e frizioni.