Ikea taglia indennità di malattia a personale Uk non vaccinato in autoisolamento

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- (Photo: DANIEL LEAL via AFP via Getty Images)
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Il gigante dei mobili Ikea verso il taglio all’indennità di malattia per alcuni dipendenti del Regno Unito non vaccinati costretti ad autoisolarsi dopo un contatto stretto con una persona positiva al Covid-19: lo rivela il Mail on Sunday.

I lavoratori non immunizzati – spiega la testata - potranno beneficiare di un’indennità pari a 96,35 sterline a settimana nel corso dei 10 giorni di isolamento, rispetto alla retribuzione settimanale di oltre 400 sterline al lordo delle tasse prevista per un lavoratore medio. L’azienda, che ha 21 grandi negozi e oltre 10 mila dipendenti in tutto il Regno Unito, ha affermato che “circostanze attenuanti” saranno prese in considerazione.

“Tutte le situazioni saranno considerate caso per caso, quindi chiunque abbia dubbi o sia preoccupato per la propria situazione è incoraggiato a parlare con il proprio manager”, ha affermato un portavoce di Ikea. L’azienda, riporta il Mail, ha in seguito chiarito che la politica riguarderà solo i lavoratori non vaccinati con “alti livelli di assenza”.

Ma non si tratta di un caso isolato. Ikea – scrive il Mail “fa parte di una serie di aziende come Santander e Asda che hanno incoraggiato i dipendenti a ricevere un vaccino contro il coronavirus, offrendo permessi retribuiti per le vaccinazioni”.

Ma come funziona l’indennità di malattia in Uk? L’importo fisso statale che spetta a tutti i lavoratori che sono in malattia è pari a 94,25 sterline alla settimana. Di solito però il pagamento corrisponde alla somma con cui l’azienda retribuisce il lavoratore, settimanalmente o mensilmente. Dal pagamento vengono detratte le tasse e l’assicurazione nazionale. Nessun datore di lavoro può decidere di ridurre l’importo minimo che spetta al lavoratore. Al contrario, invece, può aumentarlo se il contratto lo prevede. Se si svolge più di un lavoro, si ricevere la retribuzione per Sick Leave da parte di tutti i datori di lavoro e l’importo non cambia.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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