Il 2020 a Palazzo Grassi: fotografia, eventi e curatele d'artista

Venezia, 18 set. (askanews) - Il ritorno della grande fotografia e il ragionamento di una collezione su se stessa. Sono queste le linee lungo cui si muove la programmazione espositiva 2020 di Palazzo Grassi e Punta della Dogana a Venezia. Ne abbiamo parlato con il direttore dei due musei, Martin Bethenod. "La fotografia - ha detto ad askanews - è una parte molto importante della Pinault Collection, l'abbiamo già esposta nel 2014 con la grande mostra di Irving Penn e per noi è molto importante periodicamente dare una luce nuova su questa parte della collezione".

Per questo a Palazzo Grassi arrivano due mostre in dialogo tra loro, da un lato un grande maestro come Henri Cartier-Bresson, dall'altro un fotografo contemporaneo che viene dall'Egitto, Youssef Nabil. "Al primo piano - ha aggiunto Bethenod - avremo quindi una fotografia molto storica, bianco e nero, formati piccoli, invece al secondo piano invece la giovane generazione di fotografi tra Africa, Europa e America: fotografia a colori, per creare un ambiente fotografico generale con due aspetti molto diversi e complementari".

Nello specifico l'esposizione su Cartier-Bresson avrà un taglio molto particolare: partendo dalla selezione delle 385 immagini più importanti, scelte dallo stesso fotografo, cinque protagonisti del mondo dell'arte e della fotografia sono stati invitati a selezionarne una cinquantina ciascuno, che saranno esposte in percorsi paralleli. E a firmare questi "sguardi obliqui" su HCB saranno il collezionista e padrone di casa Francois Pinault, la storica della fotografia Sylvie Aubenas, la fotografa Annie Leibovitz, lo scrittore Javier Cercas e il regista Wim Wenders.

A Punta della Dogana, invece, verrà allestita la collettiva "Untitled, 2020", nella quale un artista presente nella Collezione Pinault viene chiamato a ripensare la collezione stessa per un progetto espositivo inedito. "Abbiamo pensato a Thomas Houseago - ci ha detto il direttore - lui ha questa curiosità, questa generosità, questo gioco nella propria opera con la storia dell'arte e la storia della scultura. E anche nella sua vita di inglese emigrato in America, con una sorta di ponte tra Europa e Stati Uniti, ma pure la sua apertura a tematiche molto diverse sulla storia della cultura e anche più sociali".

Accanto alle grandi mostre, poi, ci sono anche gli eventi del Teatrino di Palazzo Grassi, che fanno da decisivo sostegno ai progetti espositivi. Mauro Baronchelli, direttore operativo delle due istituzioni veneziane: "Il grande Palazzo Grassi, anche a livello volumetrico - ci ha spiegato - ha bisogno però di un motorino vivace accanto, che è il Teatrino, che lo fa vivere durante tutto il corso dell'anno, non solo con il progetto espositivo, ma nel dialogo e nelle attività culturali aperte a tutte le arti del contemporaneo che lì sviluppiamo. Un arcipelago variegato di attività che, nella nostra speranza, ci portano sempre di più ad aprirci alla città di Venezia, ma anche a lavorare con le nostre collaborazioni nazionali e internazionali".

E qui il programma prevede appuntamenti di approfondimento sulle mostre, incontri, proiezioni, ma anche masterclass ed eventi di educational, reading e un ciclo dedicato al tema delle migrazioni.