"Il 2021 è partito in salita per l'economia ma finirà con slancio"

Silvia Inghirami
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AGI - "Siamo partiti in salita ma finiremo in discesa, con grande slancio". Secondo l'economista Luca Paolazzi, l'odissea dell'economia va verso il lieto fine, perché vi sono valide ragioni per credere che "la seconda metà del 2021 sarà nettamente positiva". Il "pessimo inizio" dell'anno, con l'estendersi dei contagi, "era prevedibile", spiega Paolazzi all'AGI: le libertà concesse per le festività hanno avuto come conseguenza un'epidemia "fuori controllo" in molti Paesi, a partire dalla Gran Bretagna. Le conseguenti restrizioni non possono che "portare danni all'economia".

Il primo trimestre sarà quindi "pesante in Europa e negli Stati Uniti mentre l'Asia procede bene". Ma d'altro lato vi sono due "ottime notizie": la campagna di vaccinazione avviata in tempi più rapidi del previsto e la vittoria di Joe Biden al Senato Usa. La maggioranza democratica al Congresso porterà a una politica di bilancio espansiva e a un aumento del Pil che secondo alcuni (Moody's analytics) arriverà anche al +4,2% per 4 anni.

Ma tante imprese rischiano di chiudere

Possiamo quindi confidare nella seconda metà dell'anno ma questo - avverte Paolazzi - non significa che tutto sarà "rose e e fiori": le restrizioni prolungano le difficoltà, nonostante le politiche monetarie e di bilancio e i trasferimenti alle famiglie (sussidi e ristori) abbiano consentito di "alleviare moltissimo i danni". Bisogna considerare che le misure adottate in Europa sono state "molto generose nella prima fase ma non altrettanto nella seconda. Sono tante le imprese che rischiano di chiudere e lavoratori che potranno essere senza lavoro più a lungo. Molti resteranno disoccupati, sottoccupati o disoccupati scoraggiati e i danni economici potranno essere consistenti e prolungati con la riduzione della crescita potenziale".

La prospettiva indicata da Paolazzi è che "accada l'opposto di quanto avvenuto nel 2020: se il vaccino sarà distribuito rapidamente in primis alle persone più esposte e fragili, la seconda parte dell'anno sarà molto positiva". In questo quadro, l'Italia "è partita col piede giusto con le vaccinazioni, anche se l'obiettivo di dosi settimanali somministrate andrebbe triplicato per liberare la vita sociale e alleviare la pressione sul settore economico".

Guardando all'economia, "il settore manifatturiero va bene mentre soffrono servizi e turismo. Le politiche di bilancio rimangono molto espansive e altrettanto quelle monetarie. Possiamo contare su tassi bassi e conseguenti risparmi per le casse dello Stato".

Il Paese - conclude l'economista - non potrà che beneficiare delle scelte delle maggiori economie mondiali, che non ripeteranno gli errori commessi in passato: gli Usa vareranno un programma di rilancio degli investimenti pubblici e di redistribuzione del reddito a favore delle classi medio basse che hanno una propensione al consumo più elevata, e anche la Cina continuerà a tenere il piede schiacciato sull'acceleratore della politica di bilancio e monetaria".