Il 2021 è stato l'anno peggiore per gli incendi in Sardegna dal 1998

V.Sinis/Afp

AGI - Rossi, come ferite ancora sanguinanti, i quasi 28 mila ettari devastati dal fuoco nel 2021 scorso in Sardegna spiccano come macchie sulla cartina, allegata al Piano regionale antincendi 2022, che mostra i danni dell'anno peggiore degli ultimi 24 nell'isola. Il bilancio tracciato dalla Regione racconta di oltre 3.231 roghi (il 51% in più rispetto alla media del periodo), di cui 1.438 con estensione superiore ai mille metri quadri (il 45% del totale), più di 6.200 ettari di bosco e 9.800 di pascolo percorsi dalle fiamme.

La superficie media raggiunte da ogni evento nel 2021 è stata di 8,64 ettari, anche questa superiore ai 5,73 della media degli ultimi 24 anni.

Si deve al terrificante incendio sul Montiferru, nell'Oristanese, l'ultima settimana di luglio 2021, il netto incremento delle terre percorse del fuoco (+78% rispetto alla media) e anche delle aree boschive bruciate (+31%). Il rogo del 23 luglio scorso partito dalle campagne di Bonarcado (Oristano) ha devastato quasi 13 mila ettari di terreni, di cui circa 4 mila di boschi, secondo il dato ufficiale.

Il 'Fire Cloud'

Dal 2014 la Regione Sardegna si è dotata del 'Fire Cloud', un sistema di gestione e archiviazione dei dati sugli incendi progettato dal proprio Corpo forestale e di vigilanza ambientale, che partecipa alla campagna antincendi con 82 stazioni, sette centri operativi provinciale e la sala operativa unificata permanente.

I dati di ogni evento vengono raccolti in un 'fascicolo incendio'. Con quasi 4.800 eventi proprio il 2014 è stato l'anno col maggior numero d'incendi degli ultimi sette (incluso il 2021), anche se di piccola entità. Nello stesso periodo si è ridotto il ricorso all'intervento di mezzi aerei regionali e nazionali, rispetto agli anni 2000-2013, soprattutto in caso d'incendi non boschivi: secondo la Regione, questa tendenza si giustifica anche "col maggior impegno qualificato delle squadre terrestri".

L'inferno in soli 8 giorni

Il numero dei grandi incendi della scorsa stagione è stato in linea col valore medio del periodo 1998-2020 e i danni maggiori si sono prodotti, com'è accaduto negli ultimi vent'anni, in poche giornate particolarmente critiche. Nel 2021 quasi il 70% del totale delle superfici percorse del fuoco è il risultato di otto giornate terribili, caratterizzate da temperature molto elevate e da forte vento.

Perché la Sardegna è così esposta

La seconda isola più grande del Mediterraneo - 24.100 chilometri quadrati di estensione, lunga 270 chilometri e larga 154, con una densità di appena 70 abitanti per chilometri quadrato e un coefficiente di boscosità di oltre il 50% - è particolarmente esposta agli incendi estivi: più vicina all'Africa (poco meno di 180 chilometri di distanza fra i punti piu' vicini) che all'Italia (circa 190 chilometri), la Sardegna è molto ventosa, spazzata soprattutto da venti di ponente e maestrale, e resta senza piogge quasi tutta l'estate, quando i valori medi mensili delle temperature massime raggiungono i 32 gradi centigradi, con punte giornaliere di 40 gradi. Il picco risale al luglio 2009: 46,9 gradi centigradi.

I boschi più fragili sono le pinete, che il fuoco finisce per distruggere quando le attacca, mentre sono meno vulnerabili le quercete e le leccete, queste ultime presenti sull''8% dell'isola. La macchia mediterranea di cui è coperta buona parte dell'isola, invece, viene completamente bruciata, a causa della presenza degli oli volatili essenziali, che contribuiscono ad alimentare incendi violenti e incontrollabili.

La superficie boscata censita è di 1 milione 213 mila ettari. Le foreste demaniali, quelle della Regione e gestite attraverso l'agenzia Forestas, sono circa il 10%, oltre 220 mila ettari.

Dei 377 comuni della Sardegna, ben 89 sono classificati ad alto pericolo d'incendio, in base alla possibilità che questo tipo di eventi si manifestino e alla difficoltà di estinguere le fiamme. Per cinquanta comuni, concentrati sulle coste e nelle zone a più alta densità di popolazione, è alto l'indice di rischio, calcolato in base a pericolosità, vulnerabilità e danno potenziale. Solo in 25 comuni su 377 è assente la pianificazione comunale per la prevenzione e la lotta agli incendi.

La campagna antincendi 2022

La campagna antincendi 2022 è cominciata lo scorso 1 giugno e proseguirà fino al 31 ottobre, con il dispiegamento annunciato di oltre 9.350 unità, tra Corpo forestale regionale, agenzia Forestas, Protezione civile, vigili del fuoco, volontari e barracelli, ai quali si affiancano militari, forze di polizia e associazioni di allevatori, agricoltori e venatorie.

Un migliaio i mezzi a disposizione, cui si aggiungono 17 mezzi aerei: 11 elicotteri leggeri da 900 litri, un Super Puma da 4.000 litri della flotta aerea regionale; tre Canadair da 6.000 litri, schierati a Olbia, un elicottero dei vigili del Fuoco, uno dell'Esercito e uno dell'Aeronautica militare della flotta area statale.

La Regione ha inasprito le sanzioni amministrative per i responsabili degli incendi: chi non rispetta i divieti e le prescrizioni rischia di pagare fra i 5.000 a 50.000 euro.

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