Il 4 giugno al via La Milanesiana: 63 eventi, 150 ospiti, 20 città

Image from askanews web site
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Milano, 3 mag. (askanews) - Dal 4 giugno al 3 agosto prossimi, torna La Milanesiana, il festival ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi che tesse relazioni tra letteratura, musica, cinema, scienza, arte, filosofia, teatro, diritto, economia e sport. Questa sua 23esima edizione è dedicata al tema "omissioni" e arriverà in 20 città italiane con oltre 60 incontri ed eventi, accogliendo più di 150 ospiti italiani e internazionali. Il suo simbolo, la Rosa dipinta da Franco Battiato, è stata rielaborata quest'anno da Franco Achilli ed è colorata di blu e giallo, i colori della bandiera ucraina. "Non abbiamo potuto e voluto sottrarci al rumore della storia, e questa guerra, come anche altre guerre, entrerà in questa Milanesiana" ha spiegato la Sgarbi nel corso della presentazione del festival questa mattina al Piccolo Teatro Grassi di Milano, aggiungendo che le "'omissioni' sono quello che avremmo dovuto e potuto fare e non abbiamo fatto, che avremmo potuto e dovuto dire e non abbiamo detto". "Un tema che ha una gamma vastissima di declinazioni: morali, politiche, giuridiche, estetiche - ha concluso - e, come insegnava Eco 'non esiste letteratura senza omissioni'.

In merito all'argomento su cui ruota questa edizione, è intervenuto anche il presidente della Fondazione Corriere della Sera, Piergaetano Marchetti, spiegando che "ad una certa età quello delle omissioni è un tema assillante e doloroso" e oggi "all'omissione soggettiva si aggiunge quella collettiva, di un'umanità che ha ripreso in mano l'ascia ed è di nuovo coinvolta in una guerra crudele e spietata". "La Milanesiana ha una visione anglosassone della cultura, che comprende tutta l'esplorazione delle realtà" ha proseguito, sottolineando che questo festival "ha un profondo valore filosofico e di riflessione" e che il suo obiettivo futuro "sarà quello di estendersi anche alle città del Centro-Sud".

"Il segreto delle cultura milanese è quello di essere unita e di lavorare insieme per la comunità, pur conservando ognuno le proprie peculiarità, personalità, costanza. Oggi più che mai ci deve essere comunanza di intenti e voglia di stare insieme e volersi bene" ha affermato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, spiegando che de La Milanesiana "mi piace perché ha un'idea territoriale e un'apertura internazionale, elementi di cui oggi c'è bisogno". "La lettura della contemporaneità consapevole e mai banale che si fa qui è un fatto tutt'altro che scontato, ed è la mia stella cometa" ha proseguito, sottolineando che "Milano è una città attrattiva perché incarna questa lettura e prefigura ciò che verrà: è un esercizio fondamentale che va oltre gli slogan e le letture superficiali". "Se l'offerta culturale funziona è perché qui c'è un popolo curioso e attento alla ricerca del buono, con un sgurdo aperto e disincantato" ha continuato il sindaco, evidenziando che "i temi de La Milanesiana sono radicati nella città". "Qui al Piccolo c'è Andrée Ruth Shammah del Teatro Franco Parenti, c'è Bookcity, c'è sembre la Scala - ha concluso Sala - perché darsi una mano è l'unica via d'uscita possibile".

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