Il bando per assegnarsi il posto: prof presidente e candidata. Il ministro annulla il concorso

“Sul caso specifico – spiega il ministro Valeria Fedeli – siamo intervenuti tempestivamente”.

Il bando annuale per l’insegnamento di Antropologia culturale presso l’Isia (Istituto superiore per le industrie artistiche) di Faenza è stata annullato dal ministro dell’Istruzione, Valerie Fedeli. La professoressa Mariella Paderni, direttrice dell’Isia era anche presidente della commissione esaminatrice e, in parole povere, si era auto proclamata vincitrice del bando.

Il caso era stato segnalato nei giorni scorso da La Stampa e ha provocato l’intervento del ministro Fedeli. Annullamento del bando e non sono esclusi provvedimenti disciplinari. Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa del valore di 4880 euro lordi era già stato assegnato alla professoressa che si era creata una graduatoria “ad hoc”.

Sul caso specifico – spiega il ministro Valeria Fedelisiamo intervenuti tempestivamente. La graduatoria è stata infatti approvata dalla direttrice dell’Isia a seguito di una selezione operata da una commissione che era da lei stessa presieduta e che le ha assegnato il contratto bandito, risultando la direttrice stessa prima in graduatoria. Il Miur, attraverso il direttore generale Daniele Livon, non appena è venuto a conoscenza dell’accaduto, lo scorso 10 ottobre ha scritto, per acquisire le documentazione che ha portato alla graduatoria e chiedere tutti i chiarimenti necessari”.

E dalla prime verifiche le irregolarità sono subito emerse. “In attesa di tutta la documentazione, appare comunque evidente l’irregolarità di una procedura e di un atto con palesi conflitti di interesse”. L’Intervento minino è stato l’annullamento della graduatoria. In seguito saranno presi anche altri eventuali provvedimenti. “Sarà possibile anche un intervento di natura disciplinare”, aggiunge il ministro Fedeli.

Sul sito web dell’Istituto faentino, intanto, si legge che la graduatoria del bando sarebbe stata sospesa “in autotutela” il 13 ottobre. A firmare il decreto è stata sempre lei, la solita professoressa Paderni.

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