"Il Banksy torinese" colpisce ancora: il bacio tra Putin e Zelensky nelle vie di Torino

Bacio Putin Zelensky
Bacio Putin Zelensky

Il bacio tra Putin e Zelensky rappresentato da Andrea Villa come il celebre  graffito della East Side Gallery di Berlino: “Un parallelo col la stessa utopia di  pace europea”.

Putin rappresentato come Hitler

Aveva già rappresentato Putin con le sembianze di Hitler in un post ironico sulla sua pagina facebook. O meglio, l’immagine riflessa del finestrino di un treno rifletteva, secondo l’artista, la vera natura di un Putin assorto che guardava lontano. Poi in uno dei suoi “manifesti fake” per le vie di Torino con tanto di “effetto baffetti” creati per mezzo di un rasoio accostato sotto il suo naso e lo slogan: “Il lupo perde il pelo ma non il vizio”.

 Ora, Andrea Villa – l’artista che tutti i giornali chiamano ossessivamente “Il Banksy torinese” nonostante quello che li lega sia solo l’anonimato –  ha di nuovo rappresentato il leader del Cremlino  sui suoi manifesti in giro per la città sabauda, precisamente  in Corso San Maurizio e in viale Primo Maggio.

Il bacio tra Putin e Zelensky

Questa volta però non con le sembianze di Hitler ma ripreso in un bacio con Volodymyr Zelensky. Riprendendo uno dei graffiti più celebri della East Side Gallery di Berlino realizzato da uno dei graffiti più celebri della East Side Gallery, realizzato da Dmitri Vrubel nel 1990.

Come è noto, l’immagine ormai iconica – e declinata più avanti in varie rappresentazioni da alcuni street artist-  raffigura Leonid Il’ič Brežnev e Erich Honecker, nel 1979 – rispettivamente segretario generale dell’Urss e presidente della Ddr – nell’atto di scambiarsi un bacio fraterno sulle labbra per salutarsi in una cerimonia ufficiale.

Concept dell’opera

Andrea Villa spiega il concetto della sua rappresentazione:

Un parallelo con la stessa utopia di pace europea, ormai tramontata anch’essa. Ho voluto rappresentare l’orgoglio (Pride) della Russia, Paese che non ha mai conosciuto una vera democrazia, perché troppo spaventata di poter perdere il suo ruolo di potenza mondiale, e la speranza (Love) che i due stati (Russia ed Ucraina) possano riappacificarsi e porre fine al conflitto”

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