Il bar sulla spiaggia della città somala in quel momento ospitava il capo della polizia e 3 deputati

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Forze di polizia militare a Mogadiscio
Forze di polizia militare a Mogadiscio

Ancora terrorismo in una delle parti più tormentate dell’Africa, con un’autobomba che nella tarda serata di ieri 22 aprile, è esplosa davanti ad un ristorante di Mogadiscio ed ha fatto sette morti accertati. Secondo informazioni divenute ufficiali nel corso della ore il locale sulla spiaggia della città somala in quel momento ospitava il capo della polizia e tre deputati, probabili destinatari dell’attentato ma usciti tutti illesi.

Autobomba a Mogadiscio, sette morti

A morire nella deflagrazione sarebbero stati invece sei civili fra avventori e personale del locale ed un poliziotto, locale che dopo l’esplosione è stato avvolto da un grosso incendio domato dalle squadre di intervento della capitale somala. Gli altri commensali si sono messi in salvo. L’ufficiale di polizia Mohamed Ali aveva rilasciato una dichiarazione a caldo in cui spiegava che “c’è stata un’esplosione nel ristorante presumibilmente causata da un attentato suicida, ma finora non ne conosciamo la causa”.

La rivendicazione di Al-Shabaab

In quel momento le vittime accertate erano sei. Poi si è scoperto che a deflagrare era stata un’auto, non si sa se in sosta o se lanciata in martirio integralista contro il locale e che le vittime erano salite a sette. Il generale capo della polizia somala Abdi Mohamed Hijar e i parlamentari erano nel bar annesso al ristorante e non avrebbero riportato ferite. Due ore dopo il gruppo terroristico Al-Shabaab ha rivendicato la responsabilità dell’attacco.

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