Il batterista dei Pooh aveva dei problemi di salute

·2 minuto per la lettura
Bobo Craxi Stefano D'Orazio
Bobo Craxi Stefano D'Orazio

La notizia della morte di Stefano D’Orazio ha colpito tutti. Una notizia tragica ed improvvisa, che ha sconvolto completamente i suoi fan, i fan dei Pooh e tutti i suoi amici. A dare l’annuncio è stato Bobo Craxi, tramite i social, che ha poi voluto ricordare l’amico ai microfoni di Rai Radio2 durante il format “I Lunatici”, svelando che il batterista non stava bene da diversi anni.

Bobo Craxi su Stefano D’Orazio

Ho dato la notizia accidentalmente, ho scritto di getto. Stefano aveva sofferto molto negli ultimi anni, è stato poco bene, negli ultimi due o tre anni” ha svelato Bobo Craxi, parlando della morte del suo caro amico Stefano D’Orazio. “Io lo conoscevo da trent’anni, ma negli ultimi venti ci siamo anche molto frequentati, nel periodo in cui lui ha un po’ abbandonato la carriera artistica piena. Non rinnegava affatto la cosa di essere uno dei Pooh, ma aveva tentato anche una via diversa, sapendo che nell’arte è importante essere poliedrici. Amava molto scrivere, si ritirava a Pantelleria e scriveva. I Pooh sono stati e sono il gruppo musicale più conclamato e più amato per la loro verve. Stefano ha sofferto molto il distacco da quell’esperienza, ma ha maturato anche l’idea di essere un uomo capace di fare altro. Era il motore del gruppo, quando hanno ripreso a fare alcune cose un paio d’anni fa, ha accettato di farlo di buon grado. Doveva molto ai Pooh” ha raccontato Craxi, spiegando di aver scritto di getto sui social nella convinzione che la notizia fosse già di dominio pubblico.

Sono scosso perché quando è stato ricoverato si pensava che potesse reagire alle cure che gli avevano somministrato, ho sempre pensato che comunque alla fine era un uomo forte e giovanile. Aveva una grande capacità di aggredire i problemi, era un uomo capace di risolvere i problemi, da questo punto di vista non era un artista, che spesso sono abbastanza stravaganti, era un uomo molto concreto. Aveva una romanità diversa, passatemi questo, non era fatalista. Aveva vissuto lungamente al nord, viveva a Bergamo, aveva applicato tutta una cultura manageriale alla sua professione, era una specie di perno nella compagnia. Stefano era ricoverato da qualche giorno, aveva problemi di salute” ha spiegato Craxi in radio. “L’ultima cosa che ha fatto Stefano è scrivere un testo molto bello quando accadde a Bergamo la tragedia che conosciamo legata al coronavirus. Aveva scritto un testo toccante, di speranza, che voleva rendere universale. Era molto contento di poter dare una mano, non gli sembrava di aver fatto una cosa retorica, si teneva sempre abbastanza lontano dalla retorica. In lui e nei Pooh c’è sempre stato un elemento di generosità. Amava i Pooh, amava questo gruppo, amava un rapporto durato quarant’anni. Era certamente un volto familiare per milioni d’italiani” ha concluso, riferendosi al percorso che Stefano ha fatto insieme ai Pooh.