Il biografo di Diana: "Non sarà Meghan ad aprire la crisi della monarchia"

Nuccia Bianchini
·3 minuto per la lettura

AGI - Non sarà Meghan, l'attrice americana arrivata nel Regno Unito per sposare il principe Harry e che poi se l'è portato via oltreoceano, a far vacillare la casa dei Windsor-Mountbatten: Andrew Morton, il biografo di Lady D, non teme che la crisi scatenata dai duchi del Sussex, Harry e Meghan, possa avere ricadute sull'istituzione più amata nel Regno Unito.

A poche ore dall'attesa intervista concessa da Harry e Meghan ad Oprah Winfrey, un'intervista potenzialmente esplosiva per le ricadute nei rapporti all'interno della Famiglia Reale britannica, Morton - che ha saputo raccontare con sensibilità e acume gli anni più complicati della vita della principessa, quelli che hanno preceduto la sua tragica scomparsa- non ha dubbi sul fatto che l'istituzione della Corona, nel Regno Unito, sia troppo salda e amata dai britannici per subire contraccolpi."La regina ha guidato il Paese durante il Covid, parlando al pubblico attraverso le piattaforme social. Durante la pandemia è stata molto presente e nei nostri salotti, via tv e sui social media, presente più che mai. La monarchia in Spagna è a un bivio, ma non in Gran Bretagna. La successione è assicurata", ha detto in un'intervista all'AGI in occasione della pubblicazione, per i tipi di Giunti, del suo 'Diana. Tutta la Storia'.

Morton piuttosto è sollecitato da altro: “Diana sarebbe rattristata -osserva- nel vedere la frattura tra William e Harry e spero che tutto questo finisca quando presenteranno al mondo la sua statua, a luglio”, il memoriale che sarà installato a Kensington Palace quando la principessa avrebbe compiuto 60 anni. ‘Diana, Tutta la storia' è particolarmente attuale perchè racconta nel dettaglio, citando decine di testimoni e il racconto degli amici più intimi dela principessa del Galles, come nacque un'altra clamorosa intervista che mise sotto pressione la Corona: quella di Diana, in cui lei rivelò i suoi tradimenti ma anche come il marito, il principe Carlo, non avesse mai interrotto la sua relazione con Camilla Parker Bowles, sua attuale consorte.

L'intervista che il duca e la duchessa di Sussex hanno rilasciato ad Oprah Winfrey -al culmine di un'escalation di eventi e che si promette essere a tutto campo- rischia di avere la stessa risonanza mediatica. Proprio in queste ore stanno infatti uscendo sulla stampa britannica clamorose rivelazioni sui comportamenti - definiti ai limiti del bullismo e della crudeltà- che avrebbe avuto Meghan con i suoi collaboratori nei due anni in cui ha vissuto a Londra. Pubblicato per la prima volta in Gran Bretagna nel 2004, il libro, un bestseller, racconta anche tutti i lati bui della principessa (la farsa coniugale, i disturbi alimentari, la fatica con cui Diana viveva le rigidità di un protocollo rigido e vetusto). Ma ricostruisce anche il suo viaggio alla riconquista di sé, la sua evoluzione, la sua crescita personale, la capacità di reagire agli eventi e risollevarsi.

“La nuova edizione ripercorre l'affascinante storia di Diana e del suo ruolo di icona di 21esimo secolo”, racconta ancora Morton. “La seconda edizione è ancora più importante oggi per via delle implicazioni legate all'attuale inchiesta su come il giornalista Martin Bashir abbia convinto Diana a partecipare la sua famosa intervista televisiva”, quella in cui la principessa confessò le sue infedeltà, ma anche il tradimento costante del marito con Camilla Parker-Bowles e definì il suo legame con il principe del Galles con quell'immagine poi rimasta famosa, “un matrimonio un po' troppo affollato”.           

Un libro ancora più attuale considerate le aspirazioni di Harry e Meghan per la loro nuova vita oltre Atlantico. “Aveva più fegato di chiunque altro e io voglio portare avanti le cose che non ha potuto concludere. L'ho sempre voluto….ma prima ero troppo giovane. Lei sapeva avvicinare la gente e si occupava di organizzazioni  e di istituti di carità con cui gli altri non volevano avere a che fare, come il problema delle mine anti-uomo”: Harry- ricorda Morton in ‘Diana, Tutta la storia'- pronunciò quelle parole al suo diciottesimo compleanno, parlando per la prima volta in pubblico della madre e del suo legato. Ora quelle parole sembrano più che mai attuali.