Il boom dell'ultradestra conservatrice di Sionismo religioso di Gvir conferma la rotta del paese

Benjiamin Netanyahu
Benjiamin Netanyahu

Elezioni in Israele e ritorno dei reazionari,  a metà spoglio il partito del Likudh aumenta il vantaggio e Benjamin Netanyahu “sfonda”. Dal voto che dovrebbe ridare alla nazione un nuovo e stabile governo con la composizione di un Parlamento molto “variegato” emergono altri dati significativi: il primo è quello relativo al boom dell’ultradestra conservatrice di Sionismo religioso di Gvir, un exlploit che conferma la rotta del paese.

Israele, il Likud aumenta il vantaggio

Israele ha visto cinque elezioni in due anni perché i suoi governi sono sempre stati traballanti e di umori politici compositi. A luglio l’attuale premier progressista si ra visto mancare i numeri e si era dovuto tornare alle urne. Ansa spiega che con lo spoglio del 44,6% dei voti il Likud di Benyamin Netanyahu si conferma il primo partito con 32 seggi. Al secondo posto c’è invece Yesh Atid, il partito del premier uscente Yair Lapid con 25 seggi.

I partiti che rischiano di non entrare

La vera sorpresa è al terzo posto, dove il partito di estrema destra Sionismo religioso di Itamar Ben Gvir conquista 15 seggi. Nell’area di centro-sinistra “c’è forte apprensione perché al momento tre delle sue liste non superano la soglia di ingresso”. Quali sono? Il partito Meretz per i diritti civili e le liste arabe Balad e Raam.  Netanyahu secondo trend sta per ottenere dunque una netta maggioranza alla Knesset.