Il boom di serie tv indiane è davvero una bomba (anche se vanno viste con occhio critico)

Di Giovanna Gallo
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Photo credit: SHARBENDU DE- Netflix - Netflix
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From Cosmopolitan

Da un po' di tempo, sulle piattaforme di streaming, sono esplose le sezioni dedicate a docureality e serie tv indiane. Te ne sei accorta? Da Bollywood (c'è una sezione nutritissima su Netflix tra commedie e thiller) fino ai teen drama, la produzione che racconta cultura, religione, abitudini sociali dell'India e di chi popola questo incredibile ed enorme Paese ha subito un vero e proprio boost, per la gioia di chi ama il genere. In una parola: devi vederle tutte, perché sono allegre, colorate e non hanno nulla da invidiare alle produzioni americane.

Però fallo con un pizzico di occhio critico. Perché ci sta la curiosità verso un'altra cultura, ma capire dove l'asticella del reale si sposta in favore di quella della finzione, in un contesto del genere, è fondamentale per non entrare in un loop di stereotipi culturali che non fa bene a nessuno.

Show, serie tv, docu-reality e film indiani in streaming: ce n'è per tutti i gusti (e ti faranno impazzire)

Photo credit: Getty Images
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Solo nel 2020 su Netflix sono arrivati in streaming alcuni prodotti che hanno fatto discutere non poco. Perché è impossibile aprire un dibattito su una cultura variegata come quella indiana senza parlare anche di rappresentazione, del modo in cui usi e costumi di un popolo vengono raccontati a chi non li conosce. Spesso si sbaglia, altre volte si centra il bersaglio.

Il docu-reality Indian Matchmaking (Netflix) è golosissimo in questo senso, soprattutto se hai amato la versione americana Dating Aroung sul mondo degli appuntamenti. Pur essendo leggero e interessante ha fatto storcere più di un naso per aver messo al centro della scena il lavoro di una donna indiana che di lavoro combina matrimoni. Una Tinder vivente, insomma. Una pratica che i giovani indiani (soprattutto quelli emigrati) non si sentono però di avallare. La critica che in tanti hanno fatto allo show è di essere troppo piegato ai gusti del pubblico americano, in alcuni punti troppo poco realistico. La BBC riporta però che in India il 90% dei matrimoni sono ancora organizzati in questo modo, con una "aunty" che mette insieme caratteri, prospettive e possibili match tra famiglie e chiude un accordo per loro, facendo tutti contenti. Chi ha ragione? Forse solo chi vive un'esperienza del genere, che nella maggior parte dei casi viene considerata positiva. In questo docureality puoi farti un'idea del perché ragazze e ragazzi con una vita sociale attiva, una carriera brillante e molte prospettive davanti alla fine decidono di farsi combinare il matrimonio comunque.

Se poi sei entrata nel loop dei matrimoni combinati nella cultura indiana, il tema lo affronta anche la miniserie "Il ragazzo giusto" (Netflix), ambientata negli anni Cinquanta a Brahmpur. Ha avuto diverse critiche per il fatto di essere una produzione inglese diretta da una regista indiaa, Mira Nair, considerata fin troppo occidentale. Insomma, il rischio di rappresentazione culturale sballata in questo caso è altissimo, anche se il prodotto rimane godibile e assolutamente da vedere.

Photo credit: LARA SOLANKI/NETFLIX © 2020 - Netflix
Photo credit: LARA SOLANKI/NETFLIX © 2020 - Netflix

La serie tv che si chiama Non ho mai... (Never Have I Ever, sempre su Netflix) è un'altra bella chicca se ami i teen drama con quel tocco in più. In questo caso "il tocco in più" è l'attrice e sceneggiatrice Mindy Kailing, una delle voci indiane più strong d'America. Devi è una teenager che si muove in un mondo a metà tra la cultura indiana e quella americana, anche se alla fine si sente (ed è) la tipica teen made in USA. Nella prima scena di questa serie la vedi pregare la dea Kalì che le dia "peli più sottili sulle braccia nonostante le sue origini indiane" e "un fidanzato sportivo, non nerd, con cui darci dentro tutta la notte". Mica male come intro, no? Infatti tutto il tono della serie è leggero ma anche dolceamaro, con una attenzione alle tradizioni indiane e alle festività più sentite che hanno scatenato sì qualche polemica per la loro rappresentazione un po' troppo americanizzata, ma non così eclatanti.

Una serie tv che non puoi perderti davvero è quello che dalla critica è stato considerato il "Sex and The City indiano" : si chiama Four More Shots Please! (su Prime Video) e racconta la prospettiva di quattro giovani donna di origini indiane a spasso per Mumbay, tra drammi, problemi e voglia di crescere e cambiare. Sono donne in carriera che parlano di sesso ad alta voce (e lo fanno pure parecchio), lavorano, hanno successo. E insieme restituiscono un bel quadro allegro, colorato, a volte persino "rumoroso" di com'è l'India delle grandi città oggi: tecnologica, piena di movida, innovativa. Ovviamente questo è solo un punto di vista: rimane da parte il paese povero, quello degli slums e dell'indigenza, che non compare mai in uno show nato per essere patinato e non ha nessun interesse a rappresentare anche quella realtà.

Infine, quando avrai finito il binge di Bling Empire (sempre su Netflix), parti con quello di Le signore di Bollywood ("Fabulous lives of bollywood wives"). Un docureality che ha preso a piene mani da Keeping Up with the Kardashian e segue le avventure di quattro donne, mogli di attori di Bollywood. Perché vederlo? Beh, fa ridere, come tutti i reality di questo genere. Ma ti fa capire bene come funziona l'industria del cinema indiana, di cui noi occidentali sappiamo poco o nulla o su cui abbiamo un sacco di pregiudizi. Anche in questo caso, glamour e ricchezza a pacchi: ogni tanto un po' di leggerezza serve. Non dimenticare però che l'India dei film, delle serie tv o degli show non è "solo" quella che vedi: magari iniziando la visione ti verrà voglia di approfondire e già questo è un bel punto di partenza verso l'apertura a una cultura diversa da quella che mastichiamo tutti i giorni e la distruzione degli stereotipi più difficili da scalfire.