Il boss "senz'anima" del cartello messicano muore in uno scontro a fuoco

Herika Martinez/AFP

AGI - La sua storia sembra il 'plot' di una serie tv. In effetti, sembra un film e invece è proprio successa.

Il leader criminale Ernesto Alberto Pinon, detto "El Neto", con l'emblematico soprannome di "Senz'anima" per quanto fosse considerato uno spiegato sanguinario, è morto in uno scontro a fuoco con la polizia. Era già noto alle cronache in quanto domenica scorsa era evaso dal carcere di Ciudad Juarez, nel corso di una rivolta sanguinosa che ha contato 17 morti - 10 agenti di polizia penitenziaria e 7 detenuti - e più di 20 evasi.

A seguito di questo grave episodio,è stato scoperto lo stile di vita lussuoso di "El Neto" in prigione, dove si trovava dal 2009.

'El Neto' huyó en un vehículo, pero “impactó contra una gasolinera”. “Disparó contra las fuerzas del orden, resultando herido de gravedad y falleciendo cuando era trasladado a la Fiscalía”, señala el comunicado oficial

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— EL PAÍS México (@elpaismexico) January 5, 2023

In soli 13 anni aveva preso il controllo della struttura al punto che viveva in una cella cosiddetta VIP, con televisione e arredi di lusso nonché una cassaforte con quasi 2 milioni di pesos e varie sostanze stupefacenti. Oltre alla sua, sono state ritrovate altre dieci celle cosiddette 'VIP', e anche dei tunnel all'interno della prigione per permettere contatti tra i detenuti.

Nel dettaglio, all'interno del carcere sono state sequestrate 10 armi lunghe, quattro armi corte e cartucce, oltre a 84 telefoni cellulari, 4 chili di metanfetamina, 40 grammi  di cocaina, 16,2 chili di marijuana e 1,5 chili di eroina.

Il capo della banda criminale "Los Mexicles" aveva 32 anni, e in età giovanissima ha iniziato la sua attività criminale. Condannato a 224 anni per decine di sequestri, aveva già cercato di evadere in passato ma era rimasto ferito durante l'operazione e quindi rimasto in cella.

Dopo l'evasione di domenica scorsa, invece, i poliziotti lo hanno rintracciato tra le vie Toltecas e Tzetzales, nella colonia Aztecas, a Chihuahua: dopo uno scambio di colpi d'arma da fuoco, lui è riuscito a fuggire a bordo di un veicolo. Si è allora rifugiato in una stazione di servizio: da lì ha iniziato a sparare contro i poliziotti  ma poi è stato gravemente ferito ed è morto prima ancora che potesse essere portato in ospedale.

Nei primi anni Duemila, giovanissimo, "El Neto" diventò il leader del gruppo di forze speciali , sostituendo il suo predecessore, Jesús Eduardo Soto Rodríguez, El Lalo, a sua volta arrestato e ora detenuto in un carcere nel Chiapas. Secondo gli inquirenti, avrebbe orchestrato almeno 30 rapimenti ed è stato condannato anche per omicidio.

Il leader criminale evaso  il 1 gennaio scorso è presumibilmente l'uomo dietro l'ondata di violenza che ha invaso la città di confine nell'agosto scorso, in quanto avrebbe ordinato l'esecuzione di atti violenti in città per impedire il suo trasferimento in un carcere federale. Avrebbe così provocato la morte di 11 persone e il ferimento di almeno altre 20.  I membri dei Los Mexicles avevano attaccato quelli della cellula dei Los Chapos, scatenando una rissa mortale. Il tutto, a quanto pare, proprio su indicazione sua, di Piñón de la Cruz.

Oltre a El Neto, nche César Vega Muñoz, alias El Chilín, che è il principale complice di Piñón de la Cruz all'interno dei Los Mexicles, è fuggito dalla prigione di Ciudad Juares il 1 gennaio scorso. I poliziotti sono alla ricerca delle sue tracce.