Il buy now pay later di Apple

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Secondo un’indiscrezione pubblicata da Bloomberg, Apple starebbe lavorando al dossier con Goldman Sachs come partner finanziario dell’operazione. Lo stesso che, dal 2019, è partner per la carta di credito Apple Card, che però in questo caso non sarebbe necessaria per accedere al pagamento a rate: basterà aver associato i propri metodi di pagamento al wallet Apple Pay. Apple già offre la possibilità di pagare a rate mensili i suoi stessi prodotti se acquistati con Apple Card, ma questa novità espanderebbe la possibilità a tutte le transazioni, sia fisiche che online, e a tutti i metodi di pagamento registrati su Apple Pay. Dalle prime indiscrezioni pubblicate da Bloomberg, il servizio dovrebbe funzionare così. Quando un utente fa un acquisto tramite Apple Pay usando il proprio device, gli verrà data l’opzione di pagare tutto immediatamente oppure suddividendo la spesa in più rate: 4 senza interessi, da pagare ogni due settimane (dal nome provvisorio di “Apple Pay in 4”) o nell’arco di vari mesi, in questo caso con interessi aggiuntivi.

La portata degli interessi non è stata ancora rivelata. Il range nel mercato del BNPL è abbastanza vario, con la principale rivale negli Stati Uniti, Affirm, che arriva fino al 30%, oppure l’europea Klarna che applica un tasso del 19,99% per le rateizzazioni più lunghe, mentre altre come Afterpay si limitano a “multare” i pagamenti in ritardo con fee abbastanza salate (fino al 25% dell’acquisto in caso si salti una rata). L’obiettivo di Apple con la nuova feature è quello di incrementare i pagamenti contactless passando per il suo wallet, su cui ogni possessore di iPhone può caricare le proprie carte (sia di debito che di credito) e pagare direttamente avvicinando lo smartphone al pos. Un sistema già utilizzato da 50 milioni di persone, 6 milioni e mezzo delle quali hanno anche sottoscritto la Apple Card. Non sono numeri che possono far paura ai big del settore, ma è comunque una fetta consistente di mercato in cui Apple mira a costituire un proprio ecosistema.

Per accedere al BNPL firmato Apple non servirebbe un controllo del punteggio creditizio, ma solo la firma di un modulo digitale con la verificazione della propria identità. Anche PayPal sta progressivamente introducendo la possibilità dei pagamenti a rate, che è già attiva in parte degli Stati Uniti, nel Regno Unito con un meccanismo molto simile a quello previsto da Apple Pay, ma con una politica commerciale decisamente più aggressiva. In Australia, ad esempio, dove il BNPL Paypal è stato lanciato da appena un mese, è stata annunciata una mossa che rischia di scalzare la maggior rivale, Afterpay, dai vertici di mercato. PayPal ha infatti deciso di non applicare, a differenza dei concorrenti, nessuna fee per i pagamenti in ritardo, preferendo invece un soft check del credito prima di autorizzare l’adesione al servizio di rateizzazione.

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