Il cacciatore suicida in Trentino ha lasciato un misterioso biglietto

Proiettili
Proiettili

In Trentino, continuano le indagini per chiarire cosa sia accaduto la mattina di lunedì 31 ottobre 2022 nei boschi di Celledizzo (Trento).

La perizia balistica dei Carabinieri del Ris di Parma ha identificato il proiettile che ha ucciso il cacciatore di 24 anni Massimiliano Lucietti, colpendolo alla nuca: un calibro 270 compatibile con la carabina Winchester con cui l’ex guardia forestale Maurizio Gionta, 59 anni, che per primo ha trovato il ragazzo e lanciato l’allarme, si è suicidato negli stessi boschi il giorno successivo, lasciando un misterioso biglietto.

Il calibro 270 è molto diffuso nell’ambiente ed è compatibile con una ventina di fucili regolarmente denunciati da cacciatori della zona. Sicuramente il colpo che ha ucciso Lucietti non è stato esploso dall’arma del ragazzo, che usava il calibro 300. Rimane invece da stabilire se a sparare sia stato il fucile di Gionta.

Il cacciatore suicida era uscito per una battura di caccia il 31 ottobre

Dalle prime verifiche è emerso che il 31 ottobre Maurizio Gionta era uscito per una battuta di caccia in compagnia di un’altra persona, ma aveva poi scelto di procedere da solo. Almeno altri due cacciatori si trovavano nella zona.

Al momento non ci sono indagati e la procura di Trento ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti. Alcuni cacciatori che il giorno dell’omicidio si trovavano nell’area di Celledizzo sono stati sentiti come persone informate sui fatti.

Maurizio Gionta ha chiesto di non essere incolpato dell’omicidio

Rimane da chiarire anche il motivo del suicidio di Maurizio Gionta che, prima di togliersi la vita, ha lasciato un biglietto, chiedendo di non essere incolpato per la morte di Massimiliano Lucietti.

I funerali di Gionta si sono già svolti nella chiesa parrocchiale di Celledizzo, quelli di Lucietti sono in programma domenica 6 novembre presso il campo sportivo del paese.