Il caffè salva le colombe di Pasqua: Hausbrandt compra Melegatti

Melegatti, il Natale è passato. A Pasqua la produzione potrebbe riprendere (FB)

di Fabrizio Arnhold

Il pandoro salvato dal caffè. Il futuro della Melagatti, la storica azienda di San Giovanni Lupatoto, nel veronese, che produce pandoro potrebbe tornare a essere pienamente produttivo. Il gruppo Hausbrandt Triste 1892 è intenzionato non solo a far ripartire la produzione per le colombe pasquali ma a rilevare anche il marchio.

Il gruppo triestino

Hausbrandt Trieste 1892 è operativo nei settori di caffè, birra, vino e alta pasticceria: 500 addetti, 98 milioni di fatturato nel 2017. I dipendenti della Melegatti, che a Natale avevano avviato una campagna social per far comprare il pandoro e salvare l’azienda, da lunedì potrebbero tornare al lavoro. “Non potremo avviare immediatamente la produzione ma possiamo cominciare a prepararci”, commenta Fabrizio Zanetti, 35 anni, dal 2004 amministratore delegato del gruppo Hausbrandt. Serve il via libera del tribunale perché l’azienda è in concordato preventivo. “Da parte nostra – continua Zanettiabbiamo messo a garanzia della campagna di Pasqua un assegno da un milione di euro. Sia chiaro: non siamo qui per una stagione, il nostro obiettivo è dare un futuro stabile al marchio Melegatti”.

L’obiettivo è rilevare il marchio

Vogliamo acquistare la proprietà dell’azienda e abbiamo le risorse per farlo”, dichiara l’ad di Hausbrandt. Melegatti è in concordato preventivo ed entro il 7 marzo è necessario che giunga una proposta di ristrutturazione del debito. La speranza è che il tribunale sblocchi la situazione il prima possibile affinché la produzione delle colombe di Pasqua possa riprendere. “Prima si riparte meglio è. Certo, da quanto abbiamo capito ci sono aspetti ancora da chiarire rispetto alla gestione della campagna natalizia. E’ giusto che tutti i passaggi siano chiari”, precisa Zanetti.

Il business integrato

Hausbrandt distribuisce già oggi il suo caffè con pasticceria prodotta da terzi. I due business, quindi, si integrano alla perfezione. “Essenziale che l’azienda abbia ancora una rete vendita efficiente e tutti i suoi dipendenti”, conclude Fabrizio Zanetti. Ed è proprio quello che speravano di sentire gli operai dello stabilimento di San Giovanni Lupatoto.