Il caldo che uccide: 1900 morti tra Spagna e Portogallo

Fa caldo da morire. 1900 sono le vittime della calura estiva tra Spagna e Portogallo. Fa discutere la morte di José Antonio González, un 60enne disoccupato che ha accettato un contratto di un mese come netturbino ed è morto mentre puliva le strade di Madrid in un caldo pomeriggio.

La sua morte ha innescato un dibattito in Spagna sulla necessità di adattare le modalità di lavoro ai cambiamenti climatici.

"È ovvio che le disuguaglianze sociali hanno un ruolo" nel modo in cui le persone soffrono durante le ondate di caldo, sostiene Júlio Díaz dell'Istituto Carlos III. "Sopportare un'ondata di caldo in una casa con aria condizionata e piscina - continua - non è la stessa cosa di stare in cinque nella stessa stanza con una finestra come unica fonte di aria fresca".

Gli incendi minacciano Spagna, Italia e Grecia

Anche se le temperature sono scese in Francia e Gran Bretagna, i pompieri combattono contro il fuoco in Spagna, Italia e Francia. Un nuovo incendio è divampato a Megara, vicino Atene, dove nelle ultime 24 ore centinaia di persone sono state evacuate

"Abbiamo lasciato le nostre cose, le nostre case... - dice Konstantina Yfanti - Tutto è partito da una scintilla che è entrata nel deposito. Le temperature erano molto alte, le finestre si sono spaccate e metà della nostra casa è stata distrutta".

La Spagna combatte su più fronti. L'incendio ad Avila, nord ovest di Madrid ha già bruciato più di 4mila ettari e a causa del vento, cambia sempre direzione.

L'Unione europea ha investito risorse per contrastare gli incendi e il meccanismo europeo di protezione civile è sempre attivo. La Slovenia è uno di quei paesi che ha usufruito della solidarietà. Un canadair italiano e un elicottero dall'Austria si sono uniti ai vigili del fuoco nella lotta contro un incendio nell'area di Kras.

Il fuoco nel Carso

Ore difficili per il Venezia Giulia per l'incendio del Carso. Fincantieri chiude giovedì per il secondo giorno lo stabilimento di Monfalcone invaso da fumo e fuliggine. Nella giornata di mercoledì Trieste resta quasi isolata e raggiungibile praticamente solo via mare.

Gli approviggiamenti di energia vengono garantiti dalla Slovenia mentre la fornitura d’acqua viene assicurata da gruppi elettrogeni e autobotti.

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