L'icona transgender ex campionessa olimpica

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Caitlyn Jenner partecipa alla festa per la 28^ edizione del premio annuale conferito dalla Elton John AIDS Foundation il 9 febbraio 2020 a West Hollywood, California (Photo by Michael Tran / AFP)
Caitlyn Jenner partecipa alla festa per la 28^ edizione del premio annuale conferito dalla Elton John AIDS Foundation il 9 febbraio 2020 a West Hollywood, California (Photo by Michael Tran / AFP)

Autore Chia Han Keong, articolo apparso originariamente su Yahoo Singapore

Ora è molto nota come celebrità dei reality televisivi e come icona transgender, ma nel 1976 Jenner fu osannata come la "più grande atleta al mondo" quando superò il record mondiale di decathlon maschile lungo la via per la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Montreal.

Per coloro che conoscono Jenner solo nei panni di personaggio televisivo per il reality "Keeping Up with the Kardashians", può essere difficile immaginarla come l'atleta di talento che divenne la stella dei Giochi olimpici grazie a una sbalorditiva prestazione in tutte le prove di una delle specialità più estenuanti dell'atletica leggera.

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Fu il culmine di 12 anni di intenso e duro allenamento per Jenner, che aveva già raggiunto il successo sportivo nello sci d'acqua e nel basket prima di dedicarsi al decathlon, disciplina in cui si gareggia in 10 specialità di atletica in due giorni consecutivi.

Jenner aveva preso parte alla competizione nelle Olimpiadi di Monaco 1972, arrivando però solo al 10° posto. In quell'occasione l'oro venne conquistato dall'atleta sovietico Nikolai Avilov, che stabilì il record mondiale apparentemente insormontabile di 8.466 punti.

Eppure, pare che Jenner, dopo la gara, si avvicinò ad Avilov, lo guardò negli occhi e gli disse: "La prossima volta sarò io a batterti".

Un'insolita via per il successo

Per raggiungere tale obiettivo, Jenner elaborò una formula vincente per la sua preparazione. Invece di adottare il tradizionale metodo di allenamento dei colleghi di decathlon, Jenner si preparò con alcuni dei migliori atleti al mondo in ciascuna delle 10 specialità.

"Se ti alleni con un altro atleta di decathlon, non puoi vedere quanto puoi fare molto meglio", ha dichiarato una volta Jenner al New York Times. "Ma se lanci il disco con Mac Wilkins (l'allora detentore del record mondiale) o se lanci il peso con Al Feuerbach (medaglia d'oro olimpica), allora ti stai mettendo alla prova con chi è 20 chilometri davanti a te. Così riesci ad imparare e migliorare molto di più".

Quando Jenner giunse a Montreal aveva ottenuto per due volte (1974 e 1976) il titolo di campionessa di decathlon nelle competizioni organizzate dalla Amateur Athletic Union ed era campionessa dei Giochi Panamericani del 1975. Deteneva inoltre l’allora record mondiale (8.524 punti), un traguardo raggiunto nell'agosto 1975.

Jenner avrebbe saputo ripetere la propria impresa da record e vincere su un palco più grande? All'inizio della gare i segni non erano favorevoli; sebbene avesse registrato dei record personali nelle prime cinque gare, Jenner era ancora dietro il tedesco Guido Kratschmer e solo di poco davanti ad Avilov.

Tuttavia, con tutte le gare in cui riusciva meglio nel secondo giorno, Jenner sentiva già sua la vittoria. Eppure, all'inizio dell'ottava gara, il salto con l'asta, era ancora alle spalle di Avilov per nove punti. Nelle ultime 13 competizioni di decathlon Jenner aveva perso solo una volta ed era stato a causa proprio nel salto con l'asta, dove aveva fatto cadere l'asta.

Eppure, Jenner passò in testa con un balzo da 4,7 m, più in alto sia di Avilov che di Katschmer. Quel vantaggio continuò ad aumentare nelle ultime due gare, il giavellotto e i 1.500 metri. Completò così il percorso di decathlon con 8.618 punti, un nuovo record mondiale che avrebbe resistito per quasi quattro anni.

L'atleta statunitense Bruce Jenner festeggia la sua prestazione da record nel decathlon alle Olimpiadi estive del 1976 a Montreal, Canada. (AFP/Getty Images)
L'atleta statunitense Bruce Jenner festeggia la sua prestazione da record nel decathlon alle Olimpiadi estive del 1976 a Montreal, Canada. (AFP/Getty Images)

Creare una nuova e duratura tradizione

La celebrazione di Jenner è stato un altro momento iconico: indossò la bandiera degli Stati Uniti intorno alle spalle e fece un giro della vittoria. Così diede inizio a una tradizione olimpica molto amata che i futuri vincitori nell'atletica leggera avrebbero emulato.

Eppure, anni più tardi Jenner confessò che, mentre veniva acclamata come la più grande atleta del mondo, aveva sentito il peso della fama legata alla medaglia d'oro e si era chiesta se sarebbe stato intrappolato nel ruolo di uomo per il resto della sua vita.

La Jenner avrebbe poi fatto coming out come donna transgender nel 2015 e completato la sua transizione con un intervento chirurgico di riassegnazione del sesso nel 2017. Come Caitlyn Jenner ha dichiarato che questa transizione di genere è stata la sua più grande conquista.

"Mi sono allenata 12 anni per i Giochi olimpici. Ma mi sono dovuta allenare per 65 anni per cambiare sesso nel 2015", ha dichiarato. "Ho conquistato due grandi titoli: campione olimpico di decathlon e donna dell'anno per Glamour".

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