Il Canada chiede conto al Papa per la strage dei bambini indigeni

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(Photo: getty/cbc)
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Nelle terre delle Prime nazioni, in Canada, quasi ogni giorno le comunità indigene si ritrovano per piangere e ricordare le migliaia di bambini inghiottiti nel buco nero delle scuole residenziali, in larga parte gestite dalla Chiesa cattolica. Dopo i macabri ritrovamenti delle ultime settimane – i resti di quasi mille bambini scoperti in due ex istituti nelle province della British Columbia e del Saskatchewan – il “genocidio culturale” denunciato nel 2015 dalla Commissione per la Verità e la Riconciliazione è uscito dalla dimensione immateriale di documenti e rapporti per diventare un lutto collettivo fatto di dolore e rabbia. Dolore per quelle vite spezzate – si parla di circa 6.000 bambini strappati alle loro famiglie e mai tornati indietro – e rabbia per le mancanze del governo canadese e della chiesa cattolica – entrambi accusati di non fare abbastanza per agevolare il percorso verso la verità.

Membri della comunità posizionano luci solari accanto alle bandiere che segnano i punti in cui i resti sono stati scoperti dal radar, nel sito dell'ex scuola residenziale indiana Marieval sulla Cowessess First Nation a Saskatchewan, in Canada, il 26 giugno 2021 (Photo: GEOFF ROBINS via Getty Images)
Membri della comunità posizionano luci solari accanto alle bandiere che segnano i punti in cui i resti sono stati scoperti dal radar, nel sito dell'ex scuola residenziale indiana Marieval sulla Cowessess First Nation a Saskatchewan, in Canada, il 26 giugno 2021 (Photo: GEOFF ROBINS via Getty Images)

Nei giorni scorsi almeno quattro chiese sono state date alle fiamme. Nel fine settimana due incendi sono divampati nel giro di poche ore in due chiese cattoliche a Chopaka e nell’Alto Similkameen: in entrambi i casi, gli edifici sono stati quasi completamente distrutti. All’inizio della settimana scorsa altri due incendi hanno devastato due chiese nell’Okanagan. Le autorità non si sbilanciano ma secondo la stampa locale è chiaro a tutti che non si tratta di coincidenze.

Tra le comunità locali cresce la frustrazione per l’assenza di scuse formali da parte del Vaticano, dopo che lo stesso premier canadese Justin Trudeau venerdì aveva invitato il Papa a recarsi “sul suolo canadese per chiedere scusa agli indigeni”. A inizio giugno Bergoglio aveva dichiarato di seguire “con dolore le notizie che giungono dal Canada circa la sconvolgente scoperta dei resti di 215 alunni della Kamloops Indian Residential School, nella provincia...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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