Il cancro nell’era del post Covid: la situazione nel Nord-Ovest

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Torino, 15 set. (askanews) – L’oncologia territoriale in Piemonte, Lombardia e Liguria nell’era del post Covid. Per tracciare un bilancio aggiornato della situazione e fare il punto sugli sviluppi futuri Motore Sanità ha organizzato “ONCOnecction. Stati generali del Nord Ovest” che il 15 e 16 settembre vede i massimi esperti del settore riuniti a Torino per la prima tappa di un percorso che poi toccherà anche tutte le altre marcoregioni italiane: Nord Est, Centro e Sud.

Una scelta non causale quella di Torino, città capoluogo di una Regione, il Piemonte, considerata un’eccellenza in campo onocologico.

“La Regione Piemonte ha avuto la prima rete oncologica nazionale, è stata di esempio a tutto il resto dell’Italia. Ha costruito una rete oncologica molto forte, molto stabile e molto attenta a livello assistenziale”, spiega Alessandro Stecco, presidente della commissione sanità della Regione Piemonte, che aggiunge: “E’ un modello innovativo: guarda ai pazienti, guarda alle sfide, guarda all’organizzazione e anche alla possibilità di andare sul territorio in un campo dove storicamente invece si rimaneva dentro le mura dell’ospedale”.

Archiviata l’emergenza Covid, la parola d’ordine è rilancio:

“In realtà – evidenzia Stecco – siamo di fronte anche un po’ a un’emergenza oncologica che è quella di recuperare l’arretrato ma soprattutto rilanciarsi nei confronti dell’innovazione, innovazione terapeutica, innovazione farmaceutica, la possibilità di garantire maggiore accesso alle cure e maggior accesso egualitario ai cittadini. Ecco questa rete oncologica piemontese ha il Dna e la spina dorsale per poter vincere queste sfide”.

Un messaggio di ottimismo rilanciato da altri esperti del settore: “Il Piemonte ha un modello di rete oncologica che è ormai datato ma che è stato uno dei primi ad essere organizzato e ad essere visto come esempio da parte delle altre regioni – osserva Carlo Picco, Direttore generale Asl Città di Torino e Commissario Azienda Zero Piemonte -. Ovviamente questo modello necessita di una modernizzazione, la nascita dell’Azienda Zero della Regione Piemonte che segue un po’ gli avvenimenti del Covid e quindi mette a fattor comune l’esperienza del Covid per creare un monitoraggio delle aziende sanitarie piemontesi e un coordinamento, ci dà l’opportunità di creare un volano di innovazione all’interno della rete sia in ambito di tecnologia, di Ict, ma anche di telemedicina, che già abbiamo preso in carico ma che e sulla quale stiamo facendo importanti azioni in ambito oncologico. E quindi è un percorso in divenire sul quale sono piuttosto fiducioso perchè ci stiamo mettendo molta energia”.

La svolta potrebbe arrivare grazie al Pnrr: “Grazie ai fondi Pnrr per l’aggiornamento tecnologico delle grandi apparecchiature – puntualizza ancora Stecco – sarà possibile ed è in corso l’upgrade di macchinari vetusti e più vecchi di diagnostica, parlo di Tac, di risonanza, della possibilità per alcuni ospedali di aggiornare le proprie pet Tac. Tutte strumenti essenziali e fondamentali per la diagnosi e il follow up dei pazienti”.