Il candidato Pd di 26 anni, 'dormo in branda e lascio il mio numero su Fb, i giovani ci sono'

(Adnkronos) - "Al mattino, dalle 7, volantinaggio nelle stazioni metro e poi al mercato fino a pranzo, che utilizzo per fare degli incontri. Al pomeriggio visite ad associazioni, oggi gli scout, e aziende e qualche diretta Instagram. Alla sera aperitivi. Alle 21 ho anche appuntamento per una birra con alcuni ragazzi incontrati stamattina". La giornata di Paolo Romano è bella piena. A 26 anni è uno dei candidati più giovani a queste elezioni, corre per il Pd in Lombardia nel collegio della Martesana. Un impegno di fronte al quale non si è certo tirato indietro.

"Dormo qui, ho sistemato una brandina nel Circolo del Pd di Gorgonzola -racconta all'Adnkronos-. I militanti mi portano i biscotti e anche qualche bottiglia di vino. Se hai 30 giorni per fare campagna, con agosto in mezzo, non ci sono mezze misure". Romano, a dispetto della sua giovane età, ha già un bel curriculum: laureato alla Bocconi ("lavorando per pagarla", sottolinea) fa il consulente in agricoltura e robotica a partita Iva. "Il mio impegno è iniziato da rappresentante di istituto, poi i Giovani democratici. Mi sono candidato, ho preso mille preferenze e sono diventato consigliere e ora assessore nel Municipio 8 a Milano", racconta.

Su Facebook risponde a stretto giro e in bacheca ha lasciato il suo numero di telefono: "Ogni tanto arriva qualche insulto, ma se fai l'amministratore devi essere reperibile". Dal suo privilegiato punto di vista sul mondo dei giovani, Paolo smentisce alcuni luoghi comuni sui suoi coetanei: "I giovani ci sono, è la politica che è distante. Quando mi siedo al muretto con loro, con una birra, all'inizio scherzano ma poi ci sono. Li conoscono i problemi, sentono che rischiano di essere una generazione povera".

(Adnkronos) - Per dimostrarlo, Paolo mostra con orgoglio una lettera ("un reel", come dice lui, "che ha avuto 100mila visualizzazioni") che ha postato su Instagram dopo un pezzo del Tg2 dedicato ai giovani: "Devastante, ci descrivevano come bamboccioni che vogliono rimanere a casa perchè la mamma stira le camicie", lamenta il candidato dem. E invece? "C'è una enorme distanza tra la narrazione dei media e della società e la realtà. La retorica del giovane che non vuole lavorare è una ca.....ta enorme, ma serve un salario dignitoso e anche un costo della casa adeguato. Io li incontro i giovani, adesso al mercato perché ancora non è iniziata la scuola, sono interessati allo ius scholae ma ti dicono anche che a questa politica non ci credono più".

Che ne pensi dei politici su Tik Tok? "Li vedo poco, non ho molto tempo. Berlusconi gira perchè è un meme, lo prendiamo per il cu... Un 80enne che ci spiega cosa fare! Ne abbiamo piene le tasche. Lui pensa ancora che le vendite si facciano come con il Folletto. Il Pd almeno è sui temi. La campagna sugli stage, per esempio, è arrivata perchè è partita dal basso".

E il Pd, secondo te, si sta rivolgendo nel modo giusto ai giovani elettori in queste elezioni? "Il nostro programma è l'unico che parla dei giovani, davvero. Gli altri parlano di leva obbligatoria, della anoressia come devianza. Noi dello psicologo di base, perchè la salute è un bene pubblico, del lavoro per tutti con un salario minimo e lo stop agli stage non pagati, di matrimonio ugualitario. E' l'unico programma per cui la mia generazione può dire, questo mi rappresenta".