Il capo delegazione del Partito democratico al governo loda l'operato del presidente del Consiglio

Franceschini Revoca ai Benetton autostrade

Il CdM nella tarda serata del 14 luglio ha portato il governo ad annunciare di aver raggiunto un accordo con Aspi che prevede la revoca nella gestione delle autostrade italiane ai Benetton e l’ingresso dello Stato tramite la Cassa depositi e prestiti. La risoluzione della questione, a quasi due anni dal crollo del ponte Morandi, sembrava l’ennesimo tema in grado di mettere in difficoltà la maggioranza di governo guidata da Conte. Proprio quest’ultimo insisteva perchè la gestione venisse tolta ai Benetton, mentre Iv e Pd avevano un atteggiamento decisamente più cauto. A seguito della revoca però, è stato il capo delegazione del Partito democratico al governo, il ministro Dario Franceschini, ha evidenziare come il buon esito della procedure sia stato un merito del premier: “È merito della guida del presidente Giuseppe Conte, la cui fermezza nel tenere sempre aperta la prospettiva della revoca ha consentito di arrivare a questo risultato insperato”.

Franceschini sulla revoca ai Benetton di autostrade

“Un risultato molto positivo – ha aggiunto Franceschini – difficile da immaginare come possibile solo qualche giorno od ora fa”. Secondo il ministro, con l’entrata in Aspi di Cdp e di altri investitori istituzionali, che compenseranno per la fuoriuscita degli attuali azionisti di maggioranza, cioè i Benetton, quella che era una “situazione difficile” è stata trasformata in un “grande opportunità”. Entro il 27 luglio la Cassa dovrebbe avviare il percorso di ingresso e entro quella stessa data la quota dei Benetton dovrebbe scendere al 10-12% dell’azionariato, per poi procedere verso la fuoriuscita. De Micheli e Gualtieri, che ha messo sul tavolo la proposta finale dell’azienda durante il Cdm di questa notte, hanno ricevuto mandato per definire gli altri aspetti dell’accordo. Conte, da parte sua, ha avvertito che se i Benetton non dovessero tenere fede a quanto stabilito questa notte, allora scatterà la revoca.

Come detto, in un primo momento gli equilibri vedrebbero Cdp al 51% mentre il peso della famiglia Benetton scenderebbe al 10-12%, la soglia al di sotto della quale non è possibile entrare in Cda. In una seconda fase, poi, si potrebbe aprire ad ulteriori nuovi soci e, tramite un’operazione di mercato, abbassare ulteriormente le quote degli imprenditori veneti. Anche se i tempi sono strettissimi per l’avvio della procedura, non è invece chiaro quanto ci vorrà per un passo indietro definitivo di Atlantia. Un fattore che provocherebbe l’irritazione dei Cinque Stelle, i quali non accantonano del tutto l’ipotesi revoca.

Il nostro obiettivo è quello di creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano interagire tra loro sulla base di interessi e passioni comuni. Per migliorare l’esperienza della nostra community abbiamo sospeso temporaneamente i commenti agli articoli.