Il capo della protezione civile di Grado sulla rivolta dei migranti: "Servono forni crematori"

Silvia Renda
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(Photo: Facebook/Felluga)
(Photo: Facebook/Felluga)

“Non preoccupatevi, stiamo organizzando gli squadroni della morte e nel giro di due giorni riportiamo la normalità. Quattro taniche di benzina e si accende il forno crematorio, così non rompono più”. Il post choc è apparso sulla pagina Facebook di Giuliano Felluga, responsabile della Protezione civile di Grado.

Nell’ex caserma Cavarzerani di Udine è scoppiata una dura rivolta, innescata da circa 500 migranti, contro la quarantena imposta dal sindaco di Udine, Pietro Fontanini (Lega Nord). Felluga ha avanzato sul social la sua “proposta” per sedare i disordini, scatenando una pioggia di critiche.

“A Grado ci sono persone che metterebbero la firma per avere la roba da mangiare che loro buttano via. E noi sappiamo solo assistere gli stranieri e i nostri non li aiutiamo”, ha scritto sul suo profilo. Molti lo hanno accusato di razzismo, finché non è arrivata la marcia indietro.

Felluga ha eliminato un post e ne pubblicato un altro: “Chiedo scusa per quello che ho scritto, chi mi conosce sa già che non lo penso. E’ stato uno sfogo rilasciato senza pensare”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.