Il carabiniere che bendò Natale: "Volevo calmarlo"

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AGI - "In quel preciso istante l'unico mezzo di contenimento per Natale era il bendaggio. Era l'unico modo per calmarlo. Era agitato, insensibile ad ogni richiamo, indocile, al punto che anche io ho preso qualche testata da lui". A dirlo il militare dell'Arma, Silvio Pellegrini, sentito come testimone nel processo che vede imputati Christian Gabriel Natale Hjorth e Finnegan Lee Elder per l'omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri, Mario Cerciello Rega, avvenuto a luglio del 2019 nel quartiere romano di Prati.

Pellegrini è indagato dalla procura di Roma per rivelazione del segreto d'ufficio e abuso di ufficio in relazione alla foto, scattata e diffusa via chat, di Natale Hjorth bendato nella caserma dei carabinieri di via in Selci poco dopo il fermo. Pellegrini è stato indagato anche dalla procura militare. "Non si è soliti bendare, non l'ho mai fatto e mai l'avevo visto fare", ha sottolineato il carabiniere.

"Sono entrato nella stanza e Natale era già ammanettato - ha detto -. Il bendaggio è durato pochi minuti, poi Natale si è calmato e gli hanno portato dell'acqua". Sulla foto il carabiniere ha aggiunto: "L'ho scattata e inviata in una chat con 18 colleghi, per comunicare loro che avevamo arrestato i due soggetti. Non ho risposto a nessun commento e non feci altre foto. In quell'ufficio - ha concluso - era un caos totale".