Il cardinale Mueller attacca il sinodo tedesco: è come Hitler

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Roma, 6 feb. (askanews) - Il cardinale conservatore tedesco Gerhard Ludwig Mueller, ex prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, ha paragonato il percorso sinodale avviato dalla conferenza episcopale tedesca assieme all'organizzazione dei laici tedeschi all'ascesa di Adolf Hitler al potere.

Il "percorso sinodale" appena cominciato, voluto dai vescovi tedeschi per permettere alla Chiesa di recuperare credibilità dopo la grave crisi degli abusi sessuali sui minori, affronterà nel corso di un paio di anni quattro tematiche: il potere e la separazione del potere nella Chiesa; la vita sacerdotale; il ruolo delle donne nella Chiesa; la vita relazionale e la sessualità. Una scelta di temi che fin dall'inizio ha suscitato l'apprensione dei settori più conservatori del Vaticano.

Adesso Mueller, che Papa Francesco non ha confermato nel 2017 a capo del dicastero vaticano responsabile dell'ortodossia cattolica, è tornato ad esprimere la sua contrarietà in un colloquio con il sito ultraconservatore LifeSiteNews.

"In un processo suicida, la maggioranza ha deciso che le loro decisioni sono valide anche se contraddicono la dottrina cattolica", ha dichiarato Mueller, che ha poi fatto un parallelo con il decreto dei pieni poteri che, approvato dal parlamento di Berlino nel 1933, concluse la Repubblica di Weimar e spianò la strada a Hitler: "E' come la situazione che si verificò quando la Costituzione di Weimar venne sostituita dal Decreto dei pieni poteri. Un'assemblea auto nominata, che non è autorizzata da Dio né dalla gente che dovrebbe rappresentare rescinde la costituzione della Chiesa di diritto divino che è fondata sulla Parola di Dio, nella srittura e nella tradizione".