Il cashback potrebbe essere cancellato da luglio

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Bancomat
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Il cashback di stato, introdotto per incentivare i pagamenti elettronici a scapito del denaro contante, potrebbe venire cancellato o subire un ridimensionamento con il solo stop al superpremio: si tratta di ipotesi che verrebbero messe in atto per recuperare risorse da destinare alle attività colpite dalle nuove chiusure.

Cashback: stop alla misura o al superpremio?

La misura prevede il rimborso del 10% dell’importo speso se pagato con carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat e app di pagamento fino ad un massimo di 15 euro per singola transazione e di 300 euro all’anno. Data la necessità di sostegni per gli esercizi commerciali chiusi, il governo starebbe pensando di stoppare anticipatamente il programma a luglio in modo da recuperare 3 miliardi.

Da più parti si chiede infatti di utilizzare i soldi del cashback per aiutare le aziende in crisi. Un invito arrivato tanto dalla Lega quanto da Fratelli d’Italia, che ha chiesto l’immediato stanziamento delle risorse alle imprese che sono state travolte dalle misure restrittive. “Siccome stiamo indebitando i nostri figli, i soldi non vanno buttati. L’Italia sta spendendo 5 miliardi di euro nel cashback, ho scritto a Draghi per chiedergli di metterli sui ristori per le aziende”, ha affermato Giorgia Meloni.

La seconda pista, meno drastica, prevedrebbe, al posto dello stop totale alla misura, la chiusura del solo Super Cashback. Si tratta del super premio di 1.500 euro dato ogni 6 mesi ai primi 100 mila cittadini che fanno più transazioni. Non è ancora nota la modalità con cui avrà luogo il restyling del cashback. Al momento si pensa ad un emendamento o una norma nel decreto Recovery, ad un decreto di accompagnamento al Recovery Plan o ad una sezione ad hoc nel decreto Sostegni.