#Il caso Cappato all'esame della Consulta: cosa puo accadere

Fcz

Milano, 20 set. (askanews) - Il reato di aiuto al suicidio, così com'è previsto nel codice penale italiano che all'art. 580 lo equipara a quello di istigazione al suicidio, viola i principi di autodeterminazione e di libertà di scelta sanciti dalla Costituzione? Chi fornisce supporto e aiuto a un malato terminale che abbia espresso il desiderio di morire, aiutandolo nell'iter per ottenere il suicidio assistito fuori dal territorio italiano, è punibile per questo reato? Ecco il nodo giuridico che la Corte Costituzionale dovrà sciogliere il 24 settembre, quando i 15 giudici della Consulta si riuniranno per esaminare il caso di Marco Cappato, l'esponente dei Radicali finito sotto processo a Milano per aver accompagnato a morire in una clinica Svizzera il 40enne milanese Fabiano Antoniani, conosciuto con lo pseudonimo di dj Fabo. L'udienza pubblica è in programma martedì mattina, mentre per la camera di consiglio bisognerà aspettare il giorno successivo, mercoledì 25 settembre.

Tre gli scenari possibili. La Corte potrebbe accogliere la questione di legittimità costituzionale sollevata dai giudici di Milano al termine del processo penale contro Cappato. E dunque sancire l'incostituzionalità del reato di aiuto al suicidio che così com'è regolato dalla norma attuale che prevede pene fino a 12 anni di carcere. Una sentenza di questo genere, spiegano ad Askanews avvocati esperti di diritto costituzionale, non avrebbe ripercussioni positive soltanto sull'esponete Radicale, che risulterebbe non punibile e verrebbe perciò assolto, ma avrebbe efficacia "ex tunc" ed "erga omnes", quindi con conseguenze favorevoli per tutti quelli che, negli anni scorsi, sono stati condannati per aiuto al suicidio. Se invece, al contrario, la questione di legittimità costituzionale venisse rigettata in toto, la Consulta decreterebbe che l'art. 580 del codice penale, così com'è regolamentato dalla normativa attualmente in vigore, è pienamente legittimo e non viola la Costituzionale. Verdetto, questo, che porterebbe alla condanna di Cappato per aiuto al suicidio.

Ma l'ipotesi più probabile, almeno a voler prendere per buoni i pronostici dei bene informati, è quella di una "sentenza interpretativa di rigetto": in questo caso la questione di incostituzionalità sollevata dalla Corte d'Assise di Milano verrebbe respinta dalla Corte Costituzionale che però fisserebbe dei paletti interpretativi a cui i vari Tribunali italiani dovranno poi ispirarsi per applicare la normativa attuale in maniera conforme alla Costituzione. "Nessuno deve essere aiutato o istigato al suicidio, ci mancherebbe. Ma per chi aiuta persone nel pieno delle proprie facoltà mentali, e dunque capaci di autodeterminarsi, a esercitare una propria libera scelta in materia di fine vita, non può essere prevista la reclusione da 5 a 12 anni", spiega ad Askanews l'avvocato Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni e coordinatore del il pool difensivo di Cappato, composto dagli avvocati Massimo Rossi, Francesco Di Paola, Vittorio Manes e Domenico Caiazza. "Sicuramente - aggiunge il legale - sarà una decisione di portata storica perchè contribuirà a fare chiarezza nella tutela dei diritti di tutti i cittadini".

Tra le ipotesi sul tavolo, anche quella di un nuovo rinvio, come quello disposto dalla Consulta il 24 ottobre scorso per permettere al Parlamento colmare l'attuale vuoto normativo con una legge ad hoc. "Naturalmente - sottolinea ancora l'avvocato Gallo - la Corte può rinviare, speriamo che ciò non avvenga e ci opporremo. In discussione evidenzieremo l'importanza di un intervento immediato che vada a tutelare il diritto all'autodeterminazione di tutti i cittadini. Perchè di fronte a un Parlamento che negli ultimi anni non ha fatto nulla, nonostante la proposta di legge di iniziativa popolare depositata nel 2013 per la legalizzazione dell'eutanasia, un altro rinvio vorrebbe dire allungare i tempi e lasciare tante persone prive di tutele. Attendiamo fiduciosi una pronuncia della Corte Costituzionale. Poi il Parlamento potrà intervenire seguendo le indicazioni della Consulta".