Il caso del sindaco neonazista eletto in un paesino dell'Assia

roberto brunelli

È un esponente dell'Npd, il partito neonazista tedesco, i servizi segreti interni tedeschi l'hanno messo varie volte sotto osservazione e ora è stato eletto sindaco di un paesino dell'Assia di 2.500 anime, Altenstadt. Grazie anche ai voti di Cdu, Spd ed Fdp. Motivazione: "È bravo a inviare le email". Un'elezione, avvenuta lo scorso 5 settembre, che ora ha scatenato una bufera politica di prima grandezza, tanto che il ministero dell'Interno del Land tedesco ha fatto sapere che potrà essere annullata se i due terzi dei membri del consiglio locale volteranno in tal senso.

Cristiano-democratici, socialdemocratici e liberali hanno colto la palla al balzo, annunciando che intendono presentare una mozione comune in questo senso. "L'errore sarà corretto", ha detto la ministra dell'Assia per gli Affari europei, Lucia Puttrich, della Cdu di Frau Merkel. Il problema, come scrive lo Spiegel, è che alcuni comuni di quest'area sono già note come roccaforti dell'Npd. Tre anni fa la formazione apertamente neonazista aveva preso il 10,2% nelle elezioni comunali a Buedingen, che conta 21 mila abitanti. Più o meno lo stesso risultato ad Altenstadt. Vieppù che il voto per Stefan Jagsch, vicesegretario dell'Npd in Assia, è stato unanime.

Il caso fa scalpore anche perché l'Npd (Partito nazionaldemocratico di Germania), fondata nel 1964, è ritenuta decisamente più a destra della stessa Afd, la formazione di ultradestra entrata per la prima volta nel Bundestag alle ultime elezioni federali del 2017. Notevole la dinamica grazie alla quale è stato eletto. Richiesto dei motivi, il rappresentante locale dei cristiano-democratici del paesino dell'Assia, Norbert Szielasko, ha spiegato quel ruolo era vacante da settimane e che "non ne avevamo un altro, soprattutto ci mancava uno piu' giovane, che se ne intendesse di computer e che sapesse inviare delle email".

D'altronde, ha aggiunto Szielasko, "cosa faccia Jagsch nel suo partito o quello che fa privatamente non è affar nostro". Vieppiù che nel consiglio di Altenstadt "si comporta in modo assolutamente collegiale e tranquillo".

Di tutt'altro tono le reazioni, tutte furibonde, dei politici nazionali. Mentre lo stesso Jagsch definisce il trambusto intorno alla sua elezioni "assolutamente esagerata e ridicola", la leader della Cdu, Annegret Kramp-Karrenbauer, ha definito assolutamente "giustificata" l'indignazione: "Il nostro obiettivo è ottenere l'annullamento della sua elezione". Si Twitter, il segretario generale della Spd, Lars Klingbeil, ha scritto "non coopereremo mai con i nazisti, mai!", aggiungendo che la decisione del consiglio di Altenstadt è "incredibile e non giustificabile".

Idem il suo omologo nella Cdu, Paul Ziemiak, che si dice "senza parole" e definisce l'episodio "una vergogna". In una intervista alla Bild l'esponente del partito che fu di Adenauer aggiunge: "Mi aspetto che questa decisione venga immediatamente corretta". Da notare, l'assoluta assenza di commenti sul caso Altenstadt da parte dell'Afd, il partito dell'ultradestra.