Il caso dell'analista turco accusato di essere una spia dell'Italia

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AGI - L'analista militare Metin Gurcan, ex ufficiale dell'esercito turco e membro fondatore del nuovo partito Deva, di opposizione al governo, è stato rinviato a giudizio da un tribunale di Ankara oggi con l'accusa di spionaggio politico e militare per la quale rischia fino a 20 anni di carcere.

Secondo la procura generale di Ankara Gurcan avrebbe fornito rapporti contenenti informazioni secretate sulle strategie turche in Libia, Siria, Azerbaigian, s-400 e Mediterraneo Orientale alle missioni diplomatiche di diversi Paesi tra cui Italia e Spagna.

In stato di fermo dal 26 novembre, nonostante Gurcan abbia negato le accuse, è stato raggiunto da un ordine di detenzione decretato da una corte di Ankara dinanzi a cui è stato portato e si trova ora in carcere nella capitale turca.

Negli interrogatori a Gurcan è stato chiesto degli incontri avuti con dei diplomatici spagnoli nel gennaio e febbraio 2021 in un hotel ad Ankara. Negli stessi giorni Gurcan avrebbe incontrato un funzionario dell'ambasciata italiana in un parcheggio coperto della capitale turca, in una macchina con targa diplomatica.

Ci sono stati in tutto tre incontri a distanza di poche settimane, avvenuto, secondo Gurcan, in un parcheggio a causa delle restrizioni anti covid.

Gurcan non ha negato di essere stato retribuito per aver redatto analisi strategiche e militari, ma ha respinto con forza l'accusa di aver condiviso informazioni riservate o coperte da segreto così come di essere a conoscenza del fatto che i suoi interlocutori erano agenti stranieri.

Metin Gurcan ha lasciato l'esercito nel 2015, ha 45 anni ed è uno stimato analista strategico-militare che collabora con riviste e siti come Al Monitor, Turkish Studies, Small Wars Journal, Dynamics of Asymmetric Conflict, Perceptions. 

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