Il caso Regeni al centro del dialogo tra Meloni e al-Sisi

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AGI - Con il primo ministro del Regno Unito, Rishi Sunak si è detta concorde sull'esigenza di dare una risposta unitaria all'aggressione russa all'Ucraina, con il presidente israeliano Isaac Herzog ha rimarcato la forte assonanza "sulla difesa dei valori comuni a partire dalla lotta all'antisemitismo".

A margine dei lavori della Cop27, il summit sul clima in corso a Sharm el-Sheikh, Giorgia Meloni ha avuto diversi incontri bilaterali. La partecipazione al vertice che si prefigge l'obiettivo di mantenere l'innalzamento della temperatura entro il 2100 a 1.5 gradi per il presidente del Consiglio è stata l'occasione di 'debuttare' sulla scena internazionale dopo le riunioni della settimana scorsa a Bruxelles.

Regeni, Zaki e al-Sisi

Il faccia a faccia più atteso non poteva non essere quello con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, il padrone di casa che questa mattina ha accolto il presidente del Consiglio con una stretta di mano. È la prima volta dopo la morte di Giulio Regeni che un leader del governo italiano torna in Egitto. Il caso, al pari di quello legato a Zaki, è stato affrontato nel colloquio.

Sulle due vicende - hanno fatto sapere fonti di palazzo Chigi - il Capo dell'esecutivo ha sottolineato la forte attenzione dell'Italia. La ripresa del dialogo tra i due Paesi passa in primo luogo attraverso il capitolo dell'energia e del gas, ma il presidente del Consiglio ha voluto ribadire che l'Italia non dimentica quanto accaduto al ricercatore barbaramente ucciso all'inizio del 2016 al Cairo.

Oggi a Sharm El-Sheikh per il Vertice dei Capi di Stato e di Governo #COP27 pic.twitter.com/Fh2SEsiMbe

— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) November 7, 2022

Insomma, nell'incontro il premier ha fatto sapere di aver sollevato il tema del rispetto dei diritti umani, oltre ad aver affrontato con il suo interlocutore diversi dossier, dall'approvvigionamento energetico alle fonti rinnovabili, dalla crisi climatica all'immigrazione. Ma dalle opposizioni l'accusa è che Roma abbia tenuto nel nome degli interessi economici i dossier su Regeni e Zaki solo sullo sfondo.

"Al-Sisi consegni i killer di Regeni", attacca il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. "Vogliamo giustizia e verità", sottolinea l'eurodeputata del Pd Alessandra Moretti. La presidenza egiziana ha diffuso un comunicato nel quale si sottolinea la volontà di cooperare per ottenere "verità e giustizia" sul caso Regeni e di collaborare sul fronte dell'immigrazione con il governo "nel contrasto al traffico di esseri umani".

Al-Sisi si è augurato il rilancio dei rapporti tra Italia e Egitto. L'incontro è durato circa un'ora. "Nel quadro degli incontri bilaterali a margine del vertice di Sharm el Sheikh sull'implementazione del cambiamento climatico, Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato anche il padrone di casa, il presidente della Repubblica Araba d'Egitto, Abdel Fattah al Sisi", hanno sottolineato fonti di palazzo Chigi.

Gli altri bilaterali

Il presidente del Consiglio a margine della Cop27 che ha fatto registrato ritardi negli interventi dei partecipanti ha visto anche il primo ministro dell'Etiopia, Abiy Ahmed, il capo dello Stato algerino, Abdelmadjid Tebboune e il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. A Guterres, tra l'altro, il premier ha confermato il pieno sostegno italiano alla mediazione dell'Onu in Libia.

Oltre ai temi dell'ambiente, dell'energia e dell'immigrazione, sullo sfondo c'è sempre il conflitto in Ucraina e la conseguente crisi alimentare che colpisce soprattutto i Paesi più vulnerabili e specialmente l'Africa. Il tema è stato discusso anche nell'incontro che il premier ha avuto con Olaf Scholz. Con il Cancelliere tedesco Meloni ha parlato pure della conseguente crisi energetica (sul tavolo in ambito Ue c'è il tema di un tetto al prezzo del gas) e della gestione dei flussi migratori. Su quest'ultimo argomento l'invito dell'Unione europea all'Italia è stato quello di agevolare gli sbarchi.

Oggi i portavoce dei ministeri degli Esteri e dell'Interno tedesco, riferendosi al braccio di ferro tra il governo e la Humanity 1, la nave con bandiera tedesca al porto di Catania, hanno sottolineato che il salvataggio in mare rappresenta un "dovere morale e giuridico e non può essere impedito". Da giorni con Berlino sta mediando in primis il ministro degli Esteri Antonio Tajani, l'esecutivo ha sottolineato di volere il rispetto degli accordi internazionali.