Il centrodestra: "Noi disponibili ma Conte vuol fare da solo"

Federica Valenti

Oltre alla drammaticità della situazione sanitaria ed economica e all'impegno in aiuto alle popolazioni più colpite, se c'è un aspetto che veramente ha unito le forze politiche del centrodestra, in questi ultimi giorni, è la considerazione del mancato coinvolgimento da parte del governo nella gestione dell'emergenza coronavirus. Per questo è stata accolta come una vera boccata d'ossigeno dai leader di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia la telefonata fatta in mattinata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Al capo dello Stato, che ha tenuto a fare un richiamo alla collaborazione ampia, a suo avviso, necessaria tra le forze politiche nella prospettiva di una rinnovata unità nazionale davanti all'emergenza, in particolare il segretario leghista Matteo Salvini ha rinnovato la "disponibilità" sua e della Lega a collaborare con la maggioranza e con il governo in questo momento. Ma, con Mattarella, il capo di via Bellerio è stato chiaro anche nel ribadire che "purtroppo da parte del governo, esclusa la forma, questa collaborazione non c'è e non c'è mai stata".


Lo stesso disappunto si intuisce dalle note fatte diramare dalla presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni e dal fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi.

 Nel colloquio con il capo dello Stato, il presidente di FI - si sottolinea - ha garantito che "volontà di collaborare per uscire da questa situazione è assoluta". "Il governo deve tuttavia accogliere almeno alcune delle proposte che noi avanziamo nell'interesse di tutti i cittadini", aggiunge però Berlusconi.  

"Questa mattina ho parlato con il presidente della Repubblica Mattarella: un gesto che ho apprezzato molto e lo ringrazio per questo", conferma Meloni. "Al capo dello Stato ho ribadito lo spirito di collaborazione e responsabilità che ha contraddistinto Fratelli d'Italia fin dall'inizio dell'emergenza sanitaria e gli ho confermato che il nostro lavoro continuerà in questa direzione". "Ci auguriamo - scandisce poi la leader di FdI - che il governo abbia il nostro stesso atteggiamento e che si possa davvero lavorare insieme per dare risposte concrete a famiglie, imprese e lavoratori. Perchè per noi l'interesse dell'Italia e degli italiani vale piu' di ogni altra cosa". 

Insoddisfatti dal decreto 'Cura Italia'

Da Forza Italia, si sottolinea, c'è la massima collaborazione ma si chiede al governo di prendere qualche proposta. Sono stati valutati con favore i primi interventi sanitari, ma non questo economico - proseguono fonti di FI - e i leader del centrodestra sono preoccupati per lo scarso impatto di queste misure soprattutto sugli autonomi. Noi, si aggiunge, abbiamo posto attenzione anche sul rischio che coi crolli in Borsa, gli stranieri facciano 'shopping' di nostre imprese. Ieri c'era stata consultazione tra i tre partiti e concordata una linea critica, seppur nel quadro della collaborazione, si conclude.

Nella Lega, la questione è più complessa e coinvolge anche il rapporto personale - non dei migliori, come è noto - tra il presidente e il suo ex vice Salvini. Ma il capo della Lega giura di avere seppellito l'ascia da guerra in nome dell'emergenza ("A volte mi cucio la bocca per non dire cosa penso", si è sfogato in diretta Facebook nei giorni scorsi) che colpisce soprattutto due Regioni amministrate dal suo partito, la Lombardia e il Veneto. E ne fa una questione politica. "Attendo una chiamata da Conte in giornata", dice.
 

Al momento la telefonata non è ancora arrivata. Ma il leader leghista ha bene in mente cosa chiedere al presidente del Consiglio. "Chiedo tre interventi immediati: inviare subito nelle zone di guerra almeno 100 tra medici, specializzati e infermieri, a Brescia e a Bergamo si muore in casa; spostare le scadenze fiscali di domani; non usare il virus per approvare svuota carceri e indulti per spacciatori e rapinatori", scandisce. "Speriamo - conclude - di trovare ascolto nel governo, la Lega c'è e ci sarà. I leghisti sono soddisfatti per aver ottenuto che il decreto Cura Italia sia affidato ai pareri delle commissioni del Senato il 25 e il 26 e poi vada all'esame della commissione Bilancio. Come sono soddisfatti dell'intervento della Banca centrale europea a sostegno dei Paesi colpiti dal coronavirus: "in ritardo ma va nella giusta direzione". Ora vorrebbero che si aprisse un confronto che porti a modifiche del decreto. E non ci stanno a essere definiti come quelli che fanno "ostruzionismo" sul 'Cura Italia'. "Se il governo avesse voluto veramente collaborazione sul decreto, avrebbe dovuto fare un testo snello da condividere prima con l'opposizione. E non un maxi decreto con 127 articoli in cui ha infilato di tutto e aspettarsi che glielo approviamo a scatola chiusa. Questa non è collaborazione", lamentano.