Il centrodestra non trova un accordo sulla Calabria

Giuseppe Alberto Falci
ROME ITALY OCTOBER 19 2019: (From L) Leader of Italy's liberal-conservative party Forza Italia, Silvio Berlusconi, leader of Italy's conservative party Brothers of Italy, Giorgia Meloni and leader of Italy's far-right League party, Matteo Salvini acknowledge supporters at the end of a joint rally against the government in Rome.- PHOTOGRAPH BY Marco Ravagli / Barcroft Media (Photo credit should read Marco Ravagli / Barcroft Media via Getty Images)

Fumata ancora nera ad Arcore. Il vertice del centrodestra che avrebbe dovuto sciogliere il nodo sulla Calabria finisce in un nulla di fatto. Una nube nera si addensa sulla regione del Mezzogiorno che tornerà al voto lo stesso giorno dell’Emilia Romagna, vale a dire il 26 gennaio. Non c’è il nome del candidato del centrodestra che dovrebbe spettare a Forza Italia. Ecco, dopo l’ennesimo vertice di oltre tre ore le posizioni restano immutate. Con Matteo Salvini e Giorgia Meloni che dicono senza se e senza ma “no” a Mario Occhiuto, ovvero l’azzurro sindaco di Cosenza che è sotto inchiesta per bancarotta fraudolenta e per corruzione. “Non esiste, fateci un altro nome. Punto”, taglia corto il Capitano leghista mentre assapora un branzino che segue a un flan di tartufo. “Non esiste”, gli fa eco la pasionaria di Fratelli d’Italia che spalleggia il compagno di sovranismo.

 

Quando attorno alle 14 e 15 i tre, Berlusconi, Salvini e Meloni, prendono posto nella sala da pranzo di villa San Martino per discutere di candidati e regionali, i presupposti ci sono per un accordo. Il clima appare positivo, Berlusconi scherza con il leader di via Bellerio, fa un accenno al Milan e al Monza, gli mostra una serie di opere d’arte appena acquistate. Eppoi si sofferma sul futuro dell’esecutivo giallorosso. Dureranno?, è la domanda del padrone di casa.  Salvini confida al Cavaliere: “Ho segnali veri che i cinquestelle non tengono...”. L’ex premier si esalta ogniqualvolta sente odore di campagna elettorale e sotto sotto sogna di tornare al governo da padre nobile del centrodestra. Sia come sia a questo punto della conversazione, mentre i camerieri servono gli ospiti, i tre convergono che la spallata verrà inferta dopo le regionali di gennaio quando “vinceremo in Emilia Romagna”. Ecco, e in Calabria? La Calabria è il tema tabù. Il leader azzurro prova a forzare sulla candidatura di Occhiuto, il primo cittadino di Cosenza, nonché fratello di...

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