Il Cile diviso sulla riforma della Costituzione

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Milano, 4 ago. (askanews) – Il Cile è diviso sulla riforma della Costituzione che dovrà essere approvata in un referendum il 4 settembre.

A pochi mesi dall’elezione di un presidente di sinistra, Gabriel Boric e a 3 anni dalle enormi proteste antigovernative del 2019, la nuova Carta che sostituirebbe quella redatta ai tempi della dittatura di Pinochet e che dovrebbe esser segno tangibile del cambiamento che parte del Paese richiede da tempo, non convince tutti.

“La mia parte preferita è la prima che parla di tutti i diritti delle persone – dice una delle manifestanti scesa in piazza per sostenere l’approvazione – che ha a che fare con il diritto alla casa, il diritto a una vita libera dalla violenza contro le donne, il diritto a una vita dignitosa in ogni senso”

In piazza scendono anche i detrattori. “Come cristiani, siamo contrari al governo che approva l’aborto”, dice questo studente dando voce ad uno dei punti più divisivi: il diritto all’aborto.

Se la riforma passerà, il Cile diventerà uno dei pochi Paesi al mondo, e il primo in America Latina a maggioranza cattolica, a garantire il diritto all’interruzione volontaria della gravidanza nella sua Carta fondamentale.

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