Il Cile riscrive la Costituzione; Assemblea di donne e indigeni

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Roma, 2 lug. (askanews) – Il Cile alla prova della Costituzione: il paese sudamericano si prepara finalmente a riscrivere la sua carta fondamentale, cancellando quella uscita dall’era Pinochet, trent’anni dopo la fine della dittatura. Un impegno richiesto a gran voce dalla società che vuole un mondo più equo. Prima sessione della Costituente, il 4 di luglio.

Le elezioni dei rappresentati si sono tenute in maggio: 155 prescelti, per metà sono donne, e 17 seggi sono per rappresentanti dei popoli indigeni; come annunciato dal presidente cileno, Sebastién Pinera, avranno un anno di tempo per presentare un testo che sarà sottoposto a referendum.

Terza arrivata la Lista del Popolo, formazione antiliberista che è riuscita a far eleggere 27 persone, 18 donne e nove uomini, membri della società civile, avvocati, ecologisti, militanti.

Ingrid Villena è una dei 27: “Sono avvocata, ho lavorato per la difesa delle donne vittime di violenza domestica e bambini vittime di abusi fisici e sessuali. Questa Costituzione uscirà, e darà le novità necessarie, ma il problema è il tempo che abbiamo”.

In molti puntano il dito contro un sistema ultraliberista che anche nel Cile democratico si trascina i cascami della dittatura, e pone un freno a tutte le riforme sociali. I nuovi Costituenti popolari si sono incontrati per festeggiare sulla Piazza Italia a Santiago, epicentro dell’ondata di manifestazioni che scosse il paese a fine 2019.

Un altro eletto: Rodrigo Rojas Vade, paziente oncologico, nato in un paesino, una carriera faticosa nell’Aeronautica persa in un attimo perché si è ammalato di tumore: “E’ il popolo sovrano del Cile che ha detto basta, il popolo che non ne può più di prendere ordini, che non arriva alla fine del mese, che muore in una stanza d’ospedale senza cure, è il bambino che va a letto con il mal di stomaco per la fame. 4:22-4:40 Rappresentiamo un Cile che rispetta i nostri principi, la multinazionalità, un Cile rispettoso, aperto, inclusivo, partecipativo, ambientalista, un cambio totale di paradigma, per avvicinarsi alle tradizioni ancestrali, all’economia circolare, al rispetto della Terra Madre”.

Finale con danza e musica

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