Il Cile torna in piazza contro il presidente Pinera

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Roma, 7 mar. (askanews) - Roma, 7 mar. (askanews) - Diverse migliaia di persone si sono radunate venerdì a Santiago, dove le proteste contro il governo del presidente conservatore Sebastian Piñera stanno prendendo piede per chiedere più giustizia sociale. I manifestanti si sono riuniti alla fine del pomeriggio in Plaza Italia, nel centro della capitale, che era diventato l'epicentro del movimento di protesta scatenato il 18 ottobre dopo un aumento del prezzo del biglietto della metropolitana.

Mentre gruppi di manifestanti, con i volti nascosti, lanciavano pietre e bastoni contro la polizia, la polizia ha risposto con l'uso di idranti e gas lacrimogeni. Violenti scontri erano già avvenuti nella notte dal lunedì al martedì tra manifestanti e polizia, con negozi saccheggiati e barricate erette su vari viali a Santiago. Si sono inoltre verificati problemi in diverse importanti città del paese. Secondo le autorità, 283 persone sono state arrestate e 73 ferite alla polizia.

Venerdì scorso, gli studenti delle scuole superiori, protagonisti delle prime proteste contro l'aumento del prezzo del biglietto della metropolitana, hanno organizzato manifestazioni, pochi giorni dopo l'inizio della scuola nell'emisfero meridionale. Ci sono stati scontrivcon la polizia. Trenta stazioni della metropolitana sono state temporaneamente chiuse. Le autorità cilene temono un'escalation di violenza nelle prossime settimane, quando sono state programmate diverse manifestazioni, inclusa domenica in occasione della Giornata internazionale della donna.

Più di 14 milioni di cileni sono chiamati a votare il 26 aprile a favore o contro la stesura di una nuova Costituzione per sostituire quella attuale, votata nella piena dittatura di Augusto Pinochet (1973-1990), una forte richiesta dei manifestanti dall'inizio della disputa. La crisi sociale, la peggiore dal ritorno della democrazia nel 1990, ha provocato proteste, saccheggi e incendi, con un bilancio di 31 vittime.