Il cinema è ancora aperto

Alessandro De Angelis
·ViceDirettore
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(Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)
(Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)

Chi tace, tace, ma anche il silenzio ha una voce. E comunque qualcosa vuol dire se, per la prima volta in questo settennato, che pure di momenti complicati ne ha attraversati parecchi, dal Quirinale arriva una ferma consegna del silenzio. E cioè né formalmente, né informalmente viene raccontato, neanche in termini generali, come sia andato l’incontro con Conte, salito al Colle per informare il capo dello Stato sui classici “sviluppi della crisi”.

Va bene, non è infondato pesare che a Mattarella non sia piaciuto lo spiegamento di telecamere sotto il Quirinale, con annesso carico di aspettative attorno al colloquio, evidentemente non risolutivo. E che per indole, attitudine e stile avrebbe preferito meno clamore. Però - c’è un “però” – la scelta è pur sempre un’indicazione dell’irritualità del momento. E, con essa, di una difficoltà. Diciamo le cose come stanno: col voto di fiducia la crisi non si è conclusa, non è arrivata a un punto fermo, anzi semmai si è avvitata perché una maggioranza per governare non c’è, né c’è un coerente disegno politico, né la risposta all’esigenza oggettiva del paese, recepita nell’appello dello stesso capo a fine anno: governare.

C’è, come prospettiva, lo stesso film delle ultime 48 ore, che si protrae oltre la chiusura del cinema. E che sarà proiettato anche domani e domani l’altro: il suk, momentaneamente chiuso nella tarda sera di martedì col voto di Ciampolillo, l’ex M5s che voleva curare la xylella col sapone e ora sogna l’Agricoltura come ricompensa alla sua “disponibilità” e riaperto nel vertice di maggioranza di questa mattina. È lì che si è discusso di “rimpasto” e di come moltiplicare pani e pesci per attirare nuovi Scilipoti.

Questa...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.