Il cinema più forte del Covid, così la Festa di Roma ha battuto la paura

Andrea Cauti
·4 minuto per la lettura

AGI - La fortuna aiuta gli audaci. E di audacia (ma anche di fortuna) gli organizzatori della Festa del cinema di Roma ce ne hanno molta. Adesso che siamo giunti ai titoli di coda - con l'assegnazione a 'Eté 85' di Francois Ozon del Premio del Pubblico Bnl (unico assegnato dalla kermesse romana, in collaborazione con il Main Partner, Bnl Gruppo Bnp Paribas, che va al più votato dagli spettatori della Selezione Ufficiale) e l'ultima giornata domenicale con proiezioni speciali di alcuni film - il direttore artistico Antonio Monda (che chiude il suo secondo mandato triennale e fa sapere che "prenderà in considerazione" un'eventuale riconferma), la presidente della Fondazione Cinema per Roma Laura Delli Colli e il direttore generale della stessa Fondazione, Francesca Via, possono rivendicare il successo dell'edizione più difficile segnata dalla pandemia di Covid. 

Premiato progetto di qualità

Senza poter dare i numeri come gli altri anni, fanno comunque sapere che l'afflusso di pubblico è stato molto buono (Francesca Via spiega che, tenendo conto che avevamo la metà dei posti in sala rispetto all'anno scorso, la presenza di pubblico in percentuale è stata pari all'85%). Un successo della Festa, spiega Monda, certificato non solo dalle presenze.

"Siamo partiti in un momento drammatico per il Paese - dichiara - e molti ci hanno detto che non ce l'avremmo fatta. Invece il Covid non ci ha fermato. Abbiamo presentato un progetto di alta qualità che ci è stato riconosciuto unanimemente. In un momento così drammatico abbiamo avuto 260 ospiti, tra stranieri e italiani e il riconoscimento del lavoro fatto da parte di grandi artisti come Steve McQueen che ha detto che è meraviglioso ciò che succede alla Festa di Roma: tutto il mondo vi sta guardando e vi prenda come esempio".    

Promosso il cinema nelle sale

La Festa è iniziata il 15 ottobre con un numero di nuovi casi di coronavirus superiori a settemila e si conclude dopo dieci giorni con un numero di nuovi contagi che è triplicato.  Il Covid ha condizionato la manifestazione in maniera determinante (anche dal punto di vista economico: oltre 150mila euro del budget di 3 milioni della Festa è stato speso per la sicurezza), ma non è riuscito ha bloccarla. E di questo ne va fiera Laura Delli Colli. "Abbiamo avuto defezioni dovute al Covid (da Francesco Totti a Francois Ozon a Gabriele Salvatores, ndr) - spiega - ma siamo stati soddisfatti di aver promosso le sale e essere arrivati alla fine. Sapevamo che non era il momento di fare calcoli e questo ci ha spinto ad andare avanti. Il giorno più difficile? Quando abbiamo avuto la notizia che i contagi si erano impennati".

E proprio su questo punto la considerazione più sorprendente: malgrado la paura sembra stia nuovamente assalendo e paralizzando gli italiani, la Festa del cinema di Roma a detta degli organizzatori non ha risentito di questo calo e l'afflusso in sala è rimasto costante. Sia in Auditorium che nelle sale del 'distretto Fiume' a Roma affittate dalla festa del Cinema dove sono state proiettate le pellicole.  "Una delle cose su cui si è sempre discusso è su cosa fa un manifestazione per l'industria - spiega Monda - fermo restando che non è compito nostro, posso dire con orgoglio che comunque lo abbiamo fatto: abbiamo affittato 5 sale e abbiamo aiutato gli esercenti".

La Festa ha tenuto viva l'attenzione sul cinema

La Festa finisce il giorno in cui arriva il Dpcm che chiude i cinema. E così assume ancor maggior rilievo una manifestazione - probabilmente l'ultima di quest'anno - che ha voluto tenere con tenacia e ostinazione viva l'attenzione sul cinema in un momento così drammatico. "La Festa parla al pubblico e paradossalmente ci ha costretto a essere più sobri - spiega Monda - a partire dal fatto di evidenziare ciò che io penso da sempre, che non servono prime mondiali per fare un grande festival. In ogni caso ne abbiamo comunque avute 20", aggiunge il direttore artistico che poi, prima di concludere, ricorda che "abbiamo avuto 17 film di registe e abbiamo cercato di valorizzare molte opere prime".

Il 'caso' del docufilm di Afineevsky sul Papa

Di questa edizione, infine, in assenza di pellicole di valore assoluto come negli scorsi anni che poi sono andate a vincere l'Oscar, si ricorderà di sicuro il clamore mondiale suscitato dal docufilm 'Francesco' di Evgeny Afineevsky, "un caso mondiale che nasce qui e che ha portato la Festa di Roma su tutte le prime pagine del mondo. Un momento storico", conclude Monda.