Il cloud computing: croce e delizia delle banche

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Le banche e le aziende tecnologiche sono strettamente legate a filo doppio attorno al tema del cloud computing, vantaggioso in termini di servizi più veloci ed economici ma sotto osservazione per quanto riguarda i possibili problemi tecnici che potrebbero fare crollare i servizi chiave in più banche e paesi, lasciando i clienti nell'impossibilità di effettuare pagamenti o accedere ai servizi.

Di recente il governatore della Bank of England Andrew Bailey ha portato anche in evidenza come le grandi società tecnologiche che gestiscono il cloud computing abbiano a disposizione un potere concentrato che “può manifestarsi sotto forma di segretezza, opacità, non fornendo ai clienti il tipo di informazioni di cui hanno bisogno per monitorare il rischio nel servizio”. Bailey ha spiegato come occorra trovare un punto di equilibrio tra il desiderio dei fornitori di cloud di non rivelare troppo apertamente il funzionamento delle loro tecnologie anche per evitare attacchi informatici e l'esigenza di un controllo aperto sui possibili rischi. Google Cloud ha ha risposto: “Ci impegniamo a lavorare con i clienti dei servizi finanziari e le autorità di regolamentazione per fornire loro controlli e garanzie su gestione del rischio, localizzazione dei dati, trasparenza e conformità”.

Anche la UE ha avanzato l'esigenza di operare sui servizi esterni critici per il settore finanziario come il cloud per una regolamentazione più definita e stringente di quelle attualmente in essere. Si parla di un settore, quello dei servizi cloud per le banche, che, secondo i dati della società di ricerca IDC, a livello globale toccherà gli 85 miliardi di dollari nel 2025, partendo dai 32,1 miliardi di dollari del 2020. Il tutto principalmente basato sui sei principali fornitori di servizi cloud globali: Google, IBM, Microsoft, Alibaba, Amazon e Oracle. Il solo Amazon Web Services ha prodotto vendite per oltre 28 miliardi di dollari nei primi sei mesi dell'anno, con un aumento del 35% rispetto all'anno precedente.

Una modalità di sicurezza è quella del multicloud. Secondo un rapporto della società di ricerca tecnologica Gartner Inc., circa tre quarti degli 850 intervistati di medie e grandi imprese in tutto il mondo hanno affermato di utilizzare più fornitori di servizi cloud. Si tratta di una modalità operativa sempre più adottata anche dalle agenzie federali e dalle grandi aziende che si affidano contemporaneamente a diversi fornitori di cloud per i servizi IT. Il vantaggio principale di questa operatività consiste nell'evitare i rischi di essere legati a un provider cloud che potrebbe cambiare i costi di punto in bianco o restare indietro rispetto ai concorrenti in alcuni servizi basati su cloud. Il rovescio della medaglia potrebbe essere rappresentato dal fatto che i fornitori di tecnologia spesso rendono complessa l'interoperabilità. Le organizzazioni vogliono utilizzare quelle che percepiscono come le migliori funzionalità prese da ogni fornitore di servizi cloud: dallo storage all'analisi dei dati fino alle opzioni connesse all'intelligenza artificiale. A volte, le aziende predispongono anche delle archiviazioni di dati in più cloud per assicurarsi un backup alternativo in caso di interruzione di servizio o problemi a un fornitore.

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