Il colesterolo buono è cattivo. Lo studio americano: può portare all’infarto

La ricerca ha analizzato la relazione tra i livelli di colesterolo Hdl e il rischio di infarto e arresto cardiaco (Getty)

Attenzione al colesterolo, anche a quello “buono”. Un recente studio americano mette sotto accusa anche il grasso Hdl da sempre amico del cuore. Assumerne quantità elevate potrebbe portare all’infarto.

La molecola

Il colesterolo è una molecola organica appartenente alla classe dei lipidi steroidei. Livelli elevati di lipoproteine plasmatiche ricche di colesterolo, sono tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare: possono provocare l’infarto.

Lo studio

La ricerca ha analizzato la relazione tra i livelli di colesterolo Hdl e il rischio di infarto e arresto cardiaco, è stata eseguita dalla Emory University School of Medicine di Atlanta, negli Stati Uniti, su quasi seimila persone cardiopatiche, con età media di 63 anni di entrambi i sessi, che sono state seguite per quattro anni.

I risultati

Il 15 per cento degli esaminati, circa 800 pazienti, hanno avuto un attacco di cuore e sono morte per cause cardiovascolari acute ed irreversibili, perché avevano tutti i livelli di colesterolo Hdl molto alti. “Oggi potrebbe essere arrivato il momento di cambiare a livello mondiale la nostra visione ed opinione del colesterolo buono”, hanno commentato gli autori dello studio.

I livelli

Il team di studio ha certificato che livelli molto alti di Hdl, superiori a 60mg per decilitro di sangue, o molto bassi, cioè al di sotto di 41 mg/dl, aumentano fortemente il rischio di attacchi cardiaci o di morte per cause cardiovascolari, mentre il pericolo di infarti diminuisce della metà quando i livelli sono compresi fra 41 e 56 mg/dl. Insomma, la via di mezzo è sempre la migliore.

Leggi anche:

Vaccini, maggioranza cambia ancora: autocertificazione prorogata