Il colpo di prostata di Tsitsipas da far invidia ad Almirante

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Aug 30, 2021; Flushing, NY, USA; Stefanos Tsitsipas of Greece after beating Andy Murray of Great Britain on day one of the 2021 U.S. Open tennis tournament at USTA Billie King National Tennis Center. Mandatory Credit: Robert Deutsch-USA TODAY Sports (Photo: USA Today Sports via Reuters)
Aug 30, 2021; Flushing, NY, USA; Stefanos Tsitsipas of Greece after beating Andy Murray of Great Britain on day one of the 2021 U.S. Open tennis tournament at USTA Billie King National Tennis Center. Mandatory Credit: Robert Deutsch-USA TODAY Sports (Photo: USA Today Sports via Reuters)

Senz’ombra di dubbio dobbiamo ad Andy Murray la battuta della settimana: “Stefanos Tsitsipas impiega il doppio del tempo per andare in bagno rispetto a Jeff Bezos per andare nello spazio”. Il fatto è che il tennista scozzese non ha digerito la tattica dilatoria del greco, che lo ha battuto dopo una lunga maratona - interruzioni incluse - negli Us Open in corso. Gli avrebbe spezzato il ritmo, sostiene l’irritato campione di un lontano Wimbledon. Lo prevede il regolamento, la replica. E a questo punto, l’inventore del “filibustering” tennistico di natura urologica avrebbe avuto buon gioco a trovare riferimenti storici.

All’efficacia della boutade sul patron di Amazon avrebbe potuto ribattere con “vescica di ferro” Almirante o col prode radicale Roccella del cui catetere nell’emiciclo ancora si narra; per non parlare degli ironman dell’ostruzionismo parlamentare, dei fasti di Boato e Teodori che ancora si contendono il record - intorno a 18 ore senza smettere di parlare -, delle baruffe intorno alla legge truffa o della guerriglia organizzata dal pasdaran Pajetta contro l’adesione al patto Atlantico.

Insomma, l’arte del temporeggiare, del prendere tempo, del far impazzire gli avversari, è certamente un po’ levantina, funziona contro la legge Zan o il green pass all’italiana, talvolta ricorre all’algoritmo di Calderoli e necessita di “canguri” per saltare al dunque, ma ha visto punte di sapore anglosassone anche recentemente quando si trattava di boicottare le leggi dei dem di Joe Biden da parte degli agguerritissimi senatori trumpiani.

D’altronde, uno dei film simbolo del filibustering, è “Mister Smith va a Washington” con James Stewart che parla per 23 ore di fila per bloccare una diga. Regia di Frank Capra, quello de La vita è meravigliosa, l’ingegnere dell’ottimismo e del candore che salverà il mondo. Come candida è la difesa di Tsitsipas: “Non credo di aver infranto nessuna regola. Per quanto ne so, in una partita di cinque set sono permesse due pause bagno”.

Lasciando perdere le malelingue che lo vogliono al telefonino con l’ennesimo papà coach, è bello immaginarlo solo con se stesso come Peter Handke, che nel suo “Saggio del luogo tranquillo”, racconta le mille sfumature della cosiddetta “ritirata”. Nel gabinetto della casa del nonno o di una stazione austriaca di provincia, l’importante è prendersi una pausa dal mondo, regalarsi un momento tutto per sé. Può servire a riordinare le idee, o a vincere al quinto set.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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