Il commento del direttore generale della prevenzione presso il ministero della Salute

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covid Rezza terapie intensive
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Nel corso dell’odierna conferenza stampa sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale della Cabina di Regia è stato fatto un punto sull’attuale situazione d’emergenza italiana da parte di Brusaferro, Locatelli e Rezza. Quest’ultimo, direttore generale della prevenzione presso il ministero della Salute, ha nello specifico sottolineato che si incominci ad intravedere uno spiraglio di speranza nei dati, ma che questo non posso permettere ancora un abbassamento del livello di guardia. A preoccupare nello specifico è l‘indice di occupazione dei reparti di terapia intensiva.

Covid, Rezza sulle terapie intensive

“Se da una parte possiamo vedere uno spiraglio grazie alle misure in atto, che devono continuare ad essere implementate – ha detto Rezza in conferenza stampa – dall’altro lato dobbiamo tener duro perché indici di occupazione delle terapie intensive non sono positivi e questa situazione può durare anche a lungo nonostante l’abbassamento dell’Rt”.

“Si conferma un rallentamento – ha aggiunto il direttore generale della prevenzione presso il ministero della Salute – ma con un’incidenza ancora molto elevata. Siamo a oltre 700 casi per 100mila, quest’estate eravamo sui 10-15. Purtroppo – conclude – anche con la diminuzione dell’Rt la sofferenza dei servizi sanitari durerà ancora”.

L’intervento di Brusaferro

Sulla stessa linea anche il commento di Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità: “Abbiamo un carico di 351 casi per 100mila abitanti in 7 giorni, con differenze regionali: in alcune regioni abbiano numeri a due cifre e non più a tre. Altre sono ancora a livelli elevati, toccano i 500 i 700 casi”. “Abbiamo detto – ha proseguito – che il primo indicatore a muoversi è l’Rt e il secondo è l’incidenza che diventa un elemento molto importante. Quando c’è un numero di casi significativo, diventa un elemento di preoccupazione perché ha un impatto sui servizi assistenziali”.