Il commento del ministro della Difesa

Alpini
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Lorenzo Guerini, ministro della Difesa, ha commentato la vicenda delle centinaia di casi di molestie che sono state denunciate a Rimini durante l’adunata nazionale degli alpini per il loro 93esimo anniversario.

Alpini a Rimini accusati di molestie, il ministro Guerini: “Comportamenti gravissimi”

Lorenzo Guerini, ministro della Difesa, è intervenuto sul caso delle denunce di molestie raccolte da “Non una di meno“, avvenute durante il fine settimana a Rimini, quando c’è stata l’adunanza nazionale degli alpini per il loro 93esimo anniversario. “I comportamenti raccontati da alcune donne sono gravissimi. Episodi che certamente andranno accertati dagli organi competenti, ma che non possono e non devono essere sottovalutati. Episodi, voglio ribadirlo con forza, che sarebbero all’opposto dei valori degli Alpini e di una manifestazione che è celebrazione di solidarietà, principi e bellissime tradizioni” ha dichiarato il ministro.

Le denunce dell’associazione femminista Non una di meno

L’associazione femminista “Non una di meno” ha invitato tutte le persone che hanno subito molestie a raccontare la loro esperienza. Moltissime donne, tra le quali anche lavoratrici nel settore del turismo, lo hanno fatto. Le denunce di molestie arrivate sono centinaia e stanno aumentando. Il 9 maggio, a Rimini, c’è stata un’assemblea, definita una “contro adunata” dagli organizzatori. “Abbiamo iniziato a raccogliere e condividere le loro testimonianze e la risposta é stata altissima tanto quanto sconvolgente per il numero e l’intensità delle molestie ricevute. Fischi, cat-calling, minacce e vere e proprie molestie hanno colpito diverse persone colpevoli solo di voler vivere la propria città. Molestie mascherate da goliardia e tradizione che in realtà sono figlie di una cultura patriarcale che vuole donne, persone trans e gender non conforming assoggettate al potere e alla paura, al ricatto e alle minacce in caso di rifiuto” ha scritto Non una di meno.

Nessuna denuncia alle forze dell’ordine

L’Associazione nazionale degli alpini ha spiegato che si tratta di segnalazioni avvenute solo sui social network e non di denunce formali alle forze dell’ordine. Hanno precisato anche che chiunque può comprare un cappello alpino dalle bancarelle e indossarlo per sfruttare la situazione e il clima di festa.

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