Il commento dell'immunologo alla divisione in zone di rischio

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Covid Burioni decisioni politiche
Covid Burioni decisioni politiche

Il professor Roberto Burioni è intervenuto sulle polemiche che stanno dividendo il governo centrale e le regioni in merito ai criteri di divisione dei singoli territori in base al livello di rischio per l’emergenza covid. Lo ha fatto in un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa nella quale l’immunologo ha detto: Certe decisioni sono politiche. E non si può chiedere alla scienza di sostituirsi alla politica. La scienza offre i suoi dati e le sue risultanze. Poi le scelte concrete sono della politica, il meccanismo è questo”.

Burioni: “Le zone sono decisioni politiche”

Il docente all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano argomenta poi la sua affermazione con un parallelismo: “Tutte le statistiche del mondo dicono che indossare il casco riduce del 40 per cento la mortalità in caso di incidente in moto. Ci sono molte più possibilità di sopravvivere nel caso di uno schianto”. “È una percentuale precisa – continua – che però poi viene interpretata in maniera differente. Noi vediamo che in Italia indossare il casco è obbligatorio, mentre nell’Illinois no. In altri Paesi ancora è possibile non indossare il casco solo se si sottoscrive un’assicurazione sanitaria privata. Se si scava ancora, probabilmente si trovano situazioni ancora differenti”.

Il ragionamento di Burioni parte dunque dal fatto che i dati messi a disposizione dalla scienza sono sempre gli stessi, ma che gli stessi vengano poi interpretati dalla politica che decide come utilizzarli in ogni singolo contesto. “La politica – conclude l’immunologo – sceglie come dare ai dati applicazione pratica, per quello che in ogni specifica situazione ritiene essere il grado di sicurezza da offrire ai suoi cittadini. Anche le valutazioni sulle zone sono, in qualche modo, politiche”.