Il commissario Borrelli: controlli anche nelle stazioni? Siamo pronti

Red/Int5

Roma, 11 feb. (askanews) - "Controlli nelle stazioni? Se ci sarà bisogno, siamo pronti". A parlare, in un'intervista al Corriere della Sera, è il commissario Angelo Borrelli che si sta occupando delle misurazioni nelle aree di transito degli aeroporti per fronteggiare l'emergenza coronavirus.

Il quadro sta peggiorando? «In Italia abbiamo monitorato 511 mila persone in tre giorni e abbiamo trovato soltanto otto persone con la febbre, quindi siamo rassicurati. Ma certo nelresto del mondo i casi aumentano e noi dobbiamo essere preparati».

Siamo l'unico Paese che ha confermato il blocco dei voli diretti. Non è una misura eccessiva? «La nostra priorità è la salute dei cittadini e in questo modo la tuteliamo. Altri hanno fatto scelte diverse ma questo non ci condiziona, la guardia deve rimanere alta».

La Cina ci attacca, gli imprenditori lamentano danni gravi all'economia. «Io coordino gli aspetti tecnici, le scelte politiche competono ai ministri e al presidente del Consiglio. Posso assicurare che la nostra amicizia con la Cina rimane fortissima, ma si deve pensare alla sicurezza. E in ogni caso è la Farnesina a gestire i rapporti con Pechino».

Molti italiani che sono in Cina hanno paura di prendere i voli che fanno scalo perché temono di rimanere bloccati in uno Stato terzo se dovessero sviluppare la febbre. «In ogni Paese ci sono le ambasciate e dunque chi ha problemi può chiedere aiuto. Ogni giorno valutiamo le misure in base all'andamento dell'epidemia. Anche noi vogliamo tornare alla normalità, ma devono esserci le condizioni. Appena possibile lo faremo».

Intanto avete sistemato gli scanner per la misurazione della febbre anche nelle aree transiti degli aeroporti. «Sì, chi staziona nelle aree intermedie sarà controllato. È anche questa una misura per fare stare tranquilli i cittadini».

Avete ordinato verifiche nei porti. Il prossimo luogo saranno le stazioni? «Abbiamo disegnato tutti gli scenari possibili. Al momento non abbiamo motivo per andare a individuare altri punti da controllare. Ma immaginiamo che potrebbe accadere e quindi siamo pronti. E se ci dovesse essere la necessità interverremo in poche ore».

Uno studio che arriva dalla Cina parla di osservazione ampliata a 24 giorni. «Su questo si confronterà la comunità scientifica. Noi rimaniamo a 14 giorni come dice l'Oms».

Entro qualche settimana si porrà il problema delle gite scolastiche. Ritiene che potranno esserci limitazioni?«Deciderà il ministero della Salute dopo aver interpellato il comitato scientifico creato con l'ordinanza. Tutte le decisioni vengono prese in maniera collegiale"