Il commissario dell'Emergenza spiega come avverrà la campagna vaccinale

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Arcuri complicato vaccinare
Arcuri complicato vaccinare

Lo ha annunciato in conferenza stampa il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri. Nei prossimi 21 mesi potrebbero arrivare ben 202 milioni di dosi di vaccino covid anziché nei 15 mesi come precedentemente comunicato.

Durante la conferenza stampa inoltre Arcuri ha fatto il punto della situazione toccando molti temi importanti non solo per quanto riguarda il vaccino del quale ha parlato in modo approfondito, ma anche le prossime festività di Natale prossime all’inizio senza dimenticare l’app immuni che potrebbe essere impiegata per le campagne di vaccinazione. “Non escludiamo di usarla anche per la campagna di vaccinazioni, ancora non sappiamo quale potrebbe essere la connessione, ma lo stiamo valutando”, ha dichiarato.

Arcuri, sarà complicato vaccinare

“Sarebbe davvero complicato iniziare la più grande campagna di vaccinazione di massa forse di sempre in una condizione di recrudescenza della curva dei contagi, la possibile e temuta terza ondata”. A dirlo è il commissario dell’emergenza Arcuri che nel corso della conferenza stampa ha parlato di come potrebbe essere non facile procedere con la vaccinazione laddove potrebbe arrivare una terza ondata.

Arcuri ha poi proseguito facendo un importante annuncio: “Ci saranno 202 milioni di dosi di vaccino per l’Italia, come previsto, ma non più in 15 mesi bensì in 21 mesi, perché Sanofi, che doveva darci 40 milioni di dosi nel terzo e quarto trimestre del 2021 ha un ritardo e ce le darà nel secondo e terzo trimestre del 2022”.

Proprio a proposito dei vaccini Arcuri ha dato una panoramica della modalità con cui potrebbe avvenire la vaccinazione: “Non ci sarà nessuna fila, ci sarà un’ordinata somministrazione con criteri che comunicheremo agli italiani nelle prossime settimane. Quando la campagna inizierà a interessare la popolazione lo farà dalle persone più fragili per andare poi a quelle meno fragili. Almeno in una prima fase saremo noi a chiamare i più fragili per vaccinarsi”.