Il commissario straordinario fa il punto su tamponi e mascherine

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Il commissario all’emergenza coronavirus Domenico Arcuri ha affermato nel corso dell’audizione davanti alla commissione Affari sociali della Camera che dall’inizio dell’emergenza coronavirus a martedì 9 giugno in Italia sono stati distribuiti 5 milioni di tamponi. Questo è stato possibile grazie alla dotazione di reagenti disponibili nei 211 diversi laboratori sul territorio nazionale che erano in condizione di somministrare questi test.

Arcuri: “Distribuiti 5 milioni di tamponi”

Con questi numeri, ha sottolineato, l’Italia è stata il paese o tra i paesi che ha somministrato più tamponi in relazione al proprio numero di abitanti. Cosa che ha consentito di reggere una curva esponenzialmente crescente nella somministrazione dei test. Quanto alle cifre specifiche dei tamponi effettuati, all’inizio ne venivano fatti in media 39.500 al giorno e a maggio a 61mila. Ma, “con la dotazione che stiamo garantendo a tutte le regioni arriveremo a 92mila tamponi al giorno fino al 31 dicembre 2020“.

Sarà poi possibile incrementare di un ulteriore 50% la possibilità conferita alle regioni di somministrare test molecolari ai cittadini. Ha poi elencato i numeri relazionandoli al numero di abitanti. Se nei primi tempi dell’emergenza si realizzavano 7 tamponi ogni 100 mila abitanti, il primo marzo 34,9 e il 30 marzo 789, il 5 maggio si è raggiunta la cifra di 3.157. Una cifra relativamente alta se si pensa che, stando alle sue parole, la Cina ne realizzava 22,2 quando era all’apice dell’epidemia.

“A settembre 100% delle mascherine italiane”

Arcuri ha poi spostato l’argomento sulla produzione di mascherine. Mentre fino a due mesi fa l’Italia poteva contare solo sulle importazioni, oggi il 55% dei dispositivi sono prodotti in loco e il 45% sono residui delle importazioni. “A partire da settembre il 100% delle mascherine saranno prodotte in Italia, noi non importeremo più nulla dall’estero“, ha concluso.