Il comune emiliano al confine lombardo e la difficile gestione del dpcm

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stellata bondeno covid lombardia
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Quello di Stellata di Bondeno, la frazione emiliana a ridosso della Lombardia chiusa per Covid, è un vero e proprio rebus. Questo comune di 600 anime è una finestra sulla Lombardia: la sua è una posizione di limbo, dove la vita cittadina s’intreccia fra una regione e l’altra. Basti pensare che i caffè o i forni del pane sono in un’altra regione e questo crea disagi alla vita del paese.

Covid e Lombardia: il caso di Stellata di Bondeno

Il problema maggiore sono i negozi di vicinato, i piccoli alimentari dei paesi di confine, che subiranno una nuova batosta” è stato il commento a Repubblica del sindaco di Bondeno, Simone Saletti. Il paradosso di questo paese di confine è rappresentato dal forno. A Quatrelle, nei pressi di Stellata, il panificio resterà aperto perché considerato punto di vendita di un bene essenziale: eppure, i suoi clienti, emiliani e veneti, non potranno accedervi perché il panificio si trova in un’altra regione. Secondo il nuovo dpcm, infatti, nelle zone rosse non si potrà entrare. Niet degli emiliani, dunque, ad accedere in terra lombarda.

Se il Covid rompe le relazioni

Il primo cittadino di Bondeno ha posto anche una questione sociale: “Poi c’è il tema degli affetti, i nonni che si prendono cura dei nipoti o i fidanzati: si potranno spostare? Non l’abbiamo capito” ha detto. Le relazioni nel piccolo comune s’instaurano oltre regione e questo complica di non poco la gestione di questo nuovo lockdown. In ultima analisi, c’è anche il tema della scuola: “A Bondeno abbiamo un paio di ragazzi delle medie che vengono dalla Lombardia, stiamo cercando di capire se siano assimilabili ai lavoratori” sottolinea. Gli fa eco un’insegnante, che azzarda una proposta: “Dovremmo fare un referendum e farci annettere all’Emilia. Siamo una puntina rossa in una prateria di giallo”.