“Il Confine” tra Roma e L.A.? Una sceneggiatura per Jhumpa Lahiri

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Image from askanews web site
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Roma, 27 gen. (askanews) - Realizzare il sogno americano si può e per alcuni significa lavorare con i più grandi nomi del proprio campo. È quanto accaduto a Giulia Corda, talentuosa e determinata sceneggiatrice romana di base a Los Angeles, che sta scrivendo l'adattamento cinematografico del racconto di Jhumpa Lahiri "Il Confine" insieme alla regista Federica Cellini. Lahiri è scrittrice di fama mondiale e vincitrice del premio Pulitzer con il suo libro d'esordio "L'Interprete dei malanni". Dal suo romanzo "L'Omonimo" l'acclamata regista indiana Mira Nair, vincitrice del Leone d'Oro a Venezia con il film Monsoon Wedding, ha tratto nel 2006 il film "The Namesake".

La scrittrice americana di origine indiana vive ormai da anni a Roma, e dopo aver imparato perfettamente l'italiano, ha cominciato a scrivere direttamente nella nostra lingua (l'ultimo lavoro è la raccolta di poesie "Il Quaderno di Nerina", uscita nel 2021). Si è cimentata anche nella traduzione di due libri di Domenico Starnone, "Lacci" e "Scherzetto".

"Il Confine" sarà così il primo film tratto da un lavoro di Jhumpa Lahiri scritto in italiano. Il racconto è uscito sulla rivista letteraria Granta, tradotto poi in inglese da Lahiri stessa e pubblicato sul New Yorker. Il film è supportato dal Ministero della Cultura, dopo aver vinto i contributi selettivi per lo sviluppo e la pre-produzione nel 2021. È prodotto dalla Qoomoon, giovane casa di produzione fondata nel 2017 con sede a Roma e Palermo.

Come è tipico dei lavori di Jhumpa Lahiri, il racconto, nato dall'osservazione di molteplici episodi di violenza razzista in Italia, gravita intorno ai tempi dell'identità, dell'immigrazione e della ricerca dell'appartenenza.

È un progetto che rappresenta un traguardo importante per la sceneggiatrice romana, che dopo anni di collaborazione con la Rai in produzioni come Sfide, Un Posto al Sole e Il Paradiso delle Signore si è trasferita a Los Angeles dieci anni fa. Grazie a una borsa Fulbright ha conseguito un master in sceneggiatura alla prestigiosa University of Southern California. La sua sceneggiatura di tesi Venus Transit ha vinto due Sloan grants, uno dalla sua università e l'altro dal Tribeca Film Institute. Nel 2020 invece il suo progetto Dayik (Mother) è stato selezionato per il Cine Qua Non Storylines Lab.

Contemporaneamente Giulia ha perseguito anche la sua carriera di story analyst collaborando con enti come the Academy of Motion Pictures Arts and Sciences, the Sundance Institute, e the Black List.

Quella de "Il Confine" non è la prima collaborazione con Federica Cellini, con la quale Giulia ha già scritto a quattro mani la sceneggiatura di "Dhana and the Rosebuds", da cui la regista nel 2019 ha tratto uno spettacolo teatrale andato in scena a New York e Washington. Entrambe affascinate dall'opera di Lahiri e dai temi da lei esplorati, hanno deciso di misurarsi con questo racconto al tempo stesso potente ed evocativo. Le due sceneggiatrici, attive tra Trastevere e gli Stati Uniti, finiranno di scrivere il film già a febbraio.

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