Il confronto tra Di Maio e Pompeo su Cina e dazi

cecilia scaldaferri

 I temi economici hanno conquistato il palcoscenico dell'incontro a Villa Madama tra il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio e sono stati quelli che hanno maggiormente messo in luce le differenze tra i due Paesi. Ad agitare le acque è il rapporto con la Cina: il capo della diplomazia Usa ha stigmatizzato "l'approccio predatorio" di Pechino "negli scambi commerciali e negli investimenti", mettendo l'accento sulla "minaccia condivisa da tutti".

"Quando la Cina sarà pronta a competere in maniera equa e reciproca, le società italiane e statunitensi competeranno - ha assicurato Pompeo - Ma se il Partito comunista cinese continua a dare sussidi alle società cinesi, questo può minacciare la sicurezza e la sovranità". "Il presidente Trump ha chiesto transazioni commerciali eque, protezioni a garanzia della proprietà intellettuale e del diritto d'autore. Siamo fiduciosi - ha concluso - che si possa lavorare insieme all'Italia per ottenere questo obiettivo".

Dal podio accanto, il titolare della Farnesina ha provato a smorzare i toni, riportando il discorso nel solco della tradizionale amicizia, consapevole dei timori che a Washington ha suscitato l'adesione italiana al progetto della nuova via della Seta cinese ma deciso a rivendicare la sovranità italiana così come le misure adottate per affrontare i rischi per la sicurezza. "Siamo alleati degli Usa e condividiamo le preoccupazioni, quando ce ne sono, su determinate infrastrutture strategiche del 5G", ha affermato Di Maio, puntando tuttavia l'attenzione sulla "nuova normativa che rende l'Italia uno dei Paesi più avanzati sul tema rispetto al resto d'Europa".

Nella stessa direzione, ha aggiunto, si muove il decreto legge nell'ambito della cyber-security, e la creazione di un "comitato che verificherà la corretta funzionalità dei sistemi che vengono installati nelle infrastrutture strategiche". "Non abbiamo nessuna intenzione di partecipare ad accordi commerciali che possano ledere la nostra sovranità, siamo molto attenti negli accordi a inserire tutte le garanzie perché si rispettino le normative europee con cui regoliamo i rapporti commerciali con altri Paesi", ha aggiunto Di Maio, ricordando che ci sono "differenze tra i Memorandum of Understanding commerciali e le relazioni politiche e le preoccupazioni rispetto alle infrastrutture strategiche".

"Spero - ha concluso - che in futuro si possano rafforzare anche di più gli accordi tra Italia e Stati Uniti per mettere in sicurezza le nostre infrastrutture strategiche". Una fermezza espressa da Di Maio anche nei confronti dei dazi che agitano il commercio mondiale. Un fenomeno, ha sottolineato il titolare della Farnesina, che "ci preoccupa perché abbiamo imprese che vivono di export". "Stiamo lavorando per esportare prodotti e tenere qui gli stabilimenti; in un momento in cui l'economia rallenta, le nostre aziende devono avere certezze e tra queste c'è il rapporto commerciale con gli Stati Uniti, rapporto fondamentale".

Da qui, l'assicurazione a nome del governo: "Difenderemo le imprese nel mondo con tutte le nostre forze, non faremo sconti. Faremo di tutto per riuscire a difendere il made in Italy, a difendere le nostre eccellenze nel mondo per riuscire ad aumentare la capacità di esportazione delle nostre aziende che fanno tantissimo per la nostra economia".